Etrusco
17/10/2006 2.20
ABBUFFATA DI AJO & OJO E PALOMBELLI AL BETTINORUM (EX AUDITORIUM)
I “PARTY-GIANI” DI WALTER-CINE VELTRONI INTONANO “TAPPETO ROSSO, LA VINCERÀ”
DA COSSIGA ALLA PARIETTI, DA TATO’ A MARZULLO, IL GENERONE INGHIOTTE TUTTO
Reportage di Umberto Pizzi da Zagarolo
E' vero: sono mancati all'appello i fratelli Lumière e i fratelli Taviani.
Ma le mejo trombette del cinema italico ci sono tutte, sedute nelle prime file della Sala Prove Coro del Bettinorum (ex Auditorium),
smaniose di parlare, straparlare, parlarsi addosso, snocciolando i ricordini da reduci del ciak e combattenti di Cinecittà.
La presentazione by Walter-Cine Veltroni e Pigi Battista del libro di Barbara Palombelli, “Registi d’italia” (Rizzoli), è stata un evento-monstre per chi – come il meneghino Riccardo Chiaberge, responsabile del settimanale culturale del Sole 24 Ore – è all’asciutto della complessità del mondo romano.
Tra gli status sociali di cui Roma è ricca (nobiltà papalina, piccola-borghesia ministeriale, coatteria periferica, intellettualità terrazzata, burineria beceropopolare, cafonalismo mediatico), forse nessun status è più gelatinoso e misterioso di quello del "generone romano". E pur formando da oltre un secolo la Cappella Sistina della media borghesia romana, è una convenzione sociale sorretta da pochissima letteratura, con in primo piano certa cinematografia alla Sordi-Risi-Vanzina-Verdone.
Mentre intorno, si accendeva bolgia e pigia pigia nel Bettinorum (ex Auditorium), migliaia di persone ribollendo e accavallandosi come anguille festose che tentano di sopraffarsi, scutrettola nella Sala la fauna del generone, con la Palomba che vola su un flusso di ospiti che ha lasciato tutti sbigottiti. Ieri erano i "cenisti" alla sbaraglio, i "terrazzisti" allo sbadiglio, quelli del salotto matto, i soliti radical-chic dalla penna svenuta. Oggi, i detrattori li chiamano i nuovi "party-giani" di Veltroni. E hanno preparato già l’inno di Walter-cine: Tappeto rosso, la vincerà, trallalà. E aggiungono: Berlusconi ha un solo erede, si chiama Veltroni.
Insomma: mettere insieme Francesco Cossiga e Dario Argento, Tatò e Massimo Giletti, Montaldo e Marzullo, Mimmo Calopresti e Chicca Monicelli, Teddy Reno e l’ex moglie Vania Traxler, Paoletta Lucisano e Mirella Haggiag, Alba Parietti e Gigi Magni, Elisa Olivetti ed Eleonora Vallone, Sonia Raule e Camilla Baresani, i Vanzina e Stefano Eco, Paolo Giaccio ed Enzo Carra, Rana Ranucci e Gualtiero Jacopetti, Goffredo Bettini e Monica Setta, Gianni Borgna e Ludina Barzini, Chiaberge e Pasqualone Squitieri, eccetera, è cosa che può capitare solo sotto il Cupolone.
Il momento clou? Le risate che hanno accolto le dichiarazioni di Veltroni scherzoso: “Sono nato sotto il segno del Cancro, il 3 luglio, come Kafka”. Ha ribattuto da par suo Battista: “Anch’io sono nato il 3 luglio, come Gina Lollobrigida…”. E poi i souvenir del liceo Righi dove Bettini apriva il cineforum, quelli del liceo Dante Alighieri dove il logorroico Magni combinava chissà che (nessuno lo ascoltava), e la mamma della Palomba che vive a due passi dalla casa di Lizzani. Per farla breve, l'aria che tirava si può sintetizzare così: "Voi portate la sinistra, noi portiamo il vino". Con ritornello che fa così: “Ma che ce frega, ma che ce importa, se Berlusconi al vino ci ha messo l’acqua…”
Dagospia 16 Ottobre 2006
Bampa
3.37
