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11/10/2009 10:08 AM | |
Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Roberta Vinci, Sara Errani Ma di queste fantastiche atlete e della loro recente strepitosa impresa ne vogliamo parlare?
Reggio Calabria, 13:16
TENNIS, FED CUP; PENNETTA: UN'EMOZIONE FANTASTICA
"E' un'emozione fantastica".
Flavia Pennetta è al settimo cielo dopo il trionfo azzurro in Fed Cup. Subito dopo avere chiuso il punto vincente, la Pennetta si è inginocchiata, piangente, sulla terra rossa del centrale del circolo Polimeni di Reggio Calabria. Poi la corsa verso la panchina e l'abbraccio con le compagne, il capitano Corrado Barazzutti e tutto lo staff. "Abbiamo vinto tutti insieme" ha detto la Pennetta.
Fonte: La Repubblica (08/11/2009) (Spr)
Italia campione del mondo
dal nostro invato a Reggio Calabria Roberta Lamagni - foto Getty Images
Binaghi e Petrucci forzati a una doccia a tradimento. Il Presidente della Fit e quello del Coni annaffiati dalla bottiglia impazzita di Francesca Schiavone, libera di esplodere finalmente in un’incontrollabile euforia dopo la vittoria di Flavia Pennetta su Melanie Oudin. L’Italia è campione del mondo a squadre, per la seconda volta dopo Charleroi, prima nazione del planisfero secondo il ranking Itf, davanti a Russia e Stati Uniti.
Il 3 a 0 perentorio delle nostre alle ragazze di Mary Joe Fernandez non lascia adito a repliche.
Tutti se lo attendevano, dalla rinuncia delle Williams, ma andava conquistato.
E c’è modo e modo di farlo. Balbettando, indugiando, aggiungendo ostacoli anche dove non esistono, niente di più semplice, in fondo, quante volte sarà capitato?
Altro è invece avere rispetto delle avversarie, temerle anche più di quanto si debba, per mantenere alta la concentrazione e, perché no, per scaramanzia... nessuno sportivo ne è indenne.
Il sigillo domenicale di Flavia Pennetta non si discosta dai precedenti punti. Parte come meglio non si potrebbe: break alla prima occasione utile. Conquista un vantaggio che amministra fino al 5-4 del primo set, poi uno scivolone, forse il tempo di realizzare ciò che sta avvenendo (5-5) ma subito la pronta risposta (7-5). “Quel momento è stato difficile, ho avuto delle chance e non sono andata a prenderle”.
Con il successo di Flavia Pennetta su Melanie Oudin l'azzurra regala all'Italia il terzo e decisivo punto.
A risultato acquisito Roberta Vinci e Sara Errani strappano a Liezel Huber e Vania King il supertiebreak, conquistando anche il doppio.
Italia batte Stati Uniti 4 a 0.
foto Antonio Arcidiacono
Gli scambi tra Pennetta e Oudin non sono ciò che si attenderebbe da una lotta sul “rosso”: poche le palle sporcate dalla rotazione, molto gioco di incontro, lotta dura sì, ma picchiata e talvolta saggiamente smorzata da Flavia con puntuali palle corte. Il secondo parziale è decisamente in discesa (6-2). “Ho avuto subito un piccolo calo, ho respirato un po' dopo il primo set, ma poi sono stata più ordinata”.
La felicità di Flavia è quella di gruppo, “la squadra che siamo ci fa rendere di più in queste competizioni”, ma è anche e soprattutto personale “siamo campioni del mondo, è il coronamento di una stagione perfetta, ora posso andare in vacanza ancora più felice”.
Sensazione già provata, quella di alzare la Coppa, ma “rispetto al Belgio siamo più mature, la possiamo assaporare meglio.
In casa, davanti alla famiglia, agli amici. Alla fine non respiravo. Sull’ultimo punto non volevo sbagliare, forse ho aspettato un po’ ma non me la sentivo di rischiare. Ho chiuso con il rovescio e mi è andata bene”. Come meglio non poteva...
© 2009 “Il Tennis Italiano”

Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia.
Enrico VI - Willliam Sakespeare |
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11/10/2009 10:18 AM | |
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11/10/2009 11:36 AM | |
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11/10/2009 3:12 PM | |
Etrusco, 10/11/2009 11.43:
Ma quello a fianco di Barazzutti e Mauro German Camoranesi?
Grazie all'umorismo si può sdrammatizzare ogni cosa.
Voi direte che non è vero, su certe cose non si può ridere... per esempio lo stupro.
Ah no? Allora sentite qua: immaginate Stanlio che stupra Ollio! (Daniele Luttazzi)
Qui non si fanno distinzioni razziali.
Qui si rispetta gentaglia come negri, ebrei, italiani o messicani!
(Full Metal Jacket-Sergente Hartman)
KEINE GEGESTAENDE AUS DEM FENSTER WERFEN
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11/12/2009 12:15 AM | |
il tobas, 10/11/2009 15.12:
Ma quello a fianco di Barazzutti e Mauro German Camoranesi?
In effetti in questa foto è uguale!
Comunque complimenti alle ragazze del tennis!
Rocco |
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6/8/2012 1:22 PM | |
TENNIS 08/06/2012 - PERSONAGGIO Errani, la favola continua Parigi è per le italiane Tennis, in finale con la Sharapova e fra le top 10 del mondo Battuta anche la Stosur: "Merito della racchetta più lunga"STEFANO SEMERARO PARIGI Le nuvole si spostano veloci nel cielo sopra il Roland Garros ma la geografia del tennis, sotto, non cambia. Paris, Italia.
Da 3 anni il tabellone femminile del più europeo e chic degli Slam è diventato una provincia azzurra. Nel 2010 la vittoria di Francesca Schiavone, l’anno scorso la finale bissata dalla Leonessa, stavolta la possibile impresa è ancora più inattesa. A sbretellare lo stupore è Sara Errani, la Formica Atomica, che dopo Ivanovic e Kuznetsova ha sfiancato in tre set (7-5, 1-6, 6-3) un’altra signora dello Slam, la body-builder dal cuore fragile Samantha Stosur, campionessa in carica degli Us Open, conquistando la terza finale made in Italy in tre anni.
Domani dovrà sfidare la più pericolosa di tutte le creature dotate di racchetta, la Medusa siberiana Maria Sharapova, da ieri nuovamente n. 1 del mondo; ma con la vittoria strappata ai muscoloni ciechi dell’australiana, Cichi, la sorellina di ferro di Pennetta e Schiavone, è già sicura di diventare la terza top-10 italiana di sempre dopo Flavia e Francesca. Quest’anno aveva già raggiunto i quarti in Australia e a Roma, vinto tre tornei, eppure a Parigi era arrivata «solo» da n. 24 del mondo.
«Non so se mi sento adeguata a questa impresa enorme», dice Sara, che in campo ha pianto di gioia ma ha subito ritrovato la sua calma dolce, un poco zen, molto emiliano-romagnola, da ragazza abituata a non staccare mai troppo le suole da terra. «Riflettere su quello che sto facendo non aiuta. Devo solo continuare a pensare a giocare a tennis, che è poi la cosa che mi piace di più. I conti li farò a fine torneo. O forse a fine carriera». Cuore largo, cervello fino.
La sua giovane ava Schiavone le ha mandato un messaggio: «Sara sa divertirsi in campo, è la sua arma in più. Ha lavorato tanto, con determinazione, è cresciuta. Guarderò la finale, forza Sara».
Eravamo abituati al caos incantevole di Francesca, ai suoi nervi perennemente tesi. Ci stiamo adattando alla pazienza da scacchista, al fosforo sublime di Sara. Due modi di guardare allo stesso progetto: in un tennis femminile fatto quasi solo di botte omogeneizzate anche la donnina Errani spariglia, scombina, varia. Con giudizio. Usa il cervello per dominare avversarie costruite per schiacciarla fisicamente. «Sembrano tutte più forti di lei - sogghigna Corrado Barazzutti - ma alla fine è lei che le sta tritando tutte».
«Se fosse un calciatore direi che assomiglia a Pirlo», sorride il fratello manager Davide, un passato da pedatore nelle Nazionali giovanili. «Due anni fa nessuno avrebbe mai immaginato un risultato del genere, ma Sara è sempre stata così, talento e determinazione».
Anzi, come dice mascherando l’emozione con gli occhiali scuri papà Giorgio, grossista di frutta e verdura, «tenacia, determinazione e intelligenza. A 12 anni già sceglieva lei gli allenatori, è successo così anche con Lozano quando è andata in Spagna. Negli Stati Uniti a 13 anni ce la mandai quasi per scherzo: eravamo in Florida per l’Orange Bowl, le chiesi se voleva rimanere, mi disse di sì. Da Bollettieri (dove c’era anche la Sharapova, l’avversaria di domani, ndr) piangeva tutte le sere, ma non ha mai mollato. Rifarei tutto, tutti i sacrifici, l’unica cosa che mi spiace è che in Italia quando era piccola è stata snobbata dagli esperti del settore. A 14 anni e mezzo era la più forte di tutte, ma nessuno la considerava». Cervelli in fuga. Anche nello sport siamo bravi a fare gruppo, famiglia, non a fare scuola.
Entrata in campo con un’ora di ritardo per colpa di un temporale, Sara contro la Stosur è stata brava due volte. Sullo 0-2 del primo set, non scoraggiandosi e finendo per imbrigliare tatticamente il tennis selvaggio, potente (12 ace) ma stolido della cangura. E all’inizio del 3° set, dopo la bufera del 2°, perso 6-1 nel vento davanti a una Stosur rinfrancata.
«Per un attimo Sara è tornata italiana - dice coach Lozano, da 8 anni con lei -. Si lamentava, diceva “che sfiga”. Dopo la sosta al bagno ho rivisto la Sara che conosco, quella che fa sempre la cosa giusta anche quando l’emozione si fa sentire». Però due anni fa Sara era una “normale”, ora è in finale a Parigi.
«Non mi sento trasformata - assicura lei -. Il merito è della racchetta Babolat, più lunga di un centimetro, che mi dà più forza. Appena l’ho provata ho capito che avrei potuto finalmente giocarmela con le più forti e questo ha aumentato l’autostima. Per il resto ho fatto sempre le stesse cose. Non me l’aspettavo neanch’io, ma ora sono qui». Una piccola impresa, diventata enorme.
Fonte: La Stampa 8/6/2012  
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6/9/2012 4:45 PM | |
Bravissima Sara Errani.
Nonostante la sconfitta in finale con Maria Sharapova ha dimostrato che il tennis non è solo picchiare duro, ma fantasia e tecnica.
[Edited by uepino 6/9/2012 4:45 PM]
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6/9/2012 4:51 PM | |
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9/4/2012 3:09 PM | |
Ai quarti degli Us open sfida fra la Errani e la Vinci!!! |
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1/25/2013 12:20 PM | |
Sara Errani e Roberta Vinci da sogno a Melbourne: regine d'Australia Australian Open, trionfo Errani-Vinci! Battute Barty-Dellacqua, è il 3° Slam  MELBOURNE, 25 gennaio 2013Prima volta delle azzurre a Melbourne: dopo aver battuto le Williams, si confermano numero 1 al mondo sconfiggendo in finale la coppia australiana 6-2 3-6 6-2. Ora nel loro Palmares manca solo WimbledonE' una prova di forza, di amicizia e di classe il 3° titolo Slam in 4 finali per Sara Errani, numero 7 al mondo, e Roberta Vinci, numero 16: in assoluto le numero 1 quando diventano Errani-Vinci, la coppia più forte al mondo in doppio, capace di battere le sorelle Williams e di conquistare in poco più di 6 mesi Roland Garros, US Open e Melbourne. Numeri da regine, che brillano ancora di più negli occhi di due italiane che hanno molti traguardi da raggiungere, ma nessun limite che le possa frenare. E' stato così anche nella finale contro la coppia australiana formata dalla giovanissima Ashleigh Barty (16 anni) e Casey DellAcqua. Sara e Roberta si sono imposte in 3 set: 6-2 3-6 6-2 dopo un’ora e 42 minuti. SICUREZZA — Sembrava un match senza storia con le azzurre avanti di un set e di un break (6-2 2-1). Poi la reazione delle due australiane che, sospinte dal pubblico, hanno infilato un parziale di 6 giochi a uno (6-3 1-0). A quel punto è venuta fuori di nuovo tutta la consistenza della coppia azzurra: due break consecutivi nel 6° game e nell’8° game per un 6-2 trionfale e finale. Una bella rivincita nella prestigiosa cornice della Rod Laver Arena, lo stesso stadio dove un anno fa Sara e Roberta si erano arrese in finale a Svetlana Kuznetsova e Vera Zvonareva, coltivando però la consapevolezza di valere moltissimo. CHE IMPRESA! — Altra rivincita di queste giornate australiane è stata l'impresa ai quarti contro le sorelle Serena e Venus Williams: le azzurre ci avevano giocato e perso male una sola volta, nel torneo olimpico a Londra. Fin troppo scontato che sulle "Cichis" fresche vincitrici del Roland Garros sarebbero piovute critiche cadenzate da un ritornello: "Sono forti, ma le Williams sono di un altro pianeta". A Melbourne è capitata l'occasione giusta per ricacciare indietro le critiche al veleno, visto che le due statunitensi puntavano al titolo tanto quanto le due azzurre. In campo è andato in scena un match equilibrato, vinto da chi ha sbagliato di meno, di certo un'iniezione di fiducia anche in prospettiva Fed Cup, visto che il 9-10 febbraio a Rimini si sfideranno Italia e Stati Uniti.
 Errani e Vinci, le regine: ANNO DA REGINE — Il successo agli Australian Open rafforza ulteriormente la leadership delle due azzurre nel raniking mondiale. Già coppia numero 1 in tabellone a Melbourne (mai successo con un doppio tutto azzurro), Errani e Vinci raccolgono i frutti di un dominio iniziato lo scorso anno a Monterrey, proseguito ad Acapulco e Barcellona, infine messo in cassaforte con i successi a Madrid, Roma, Parigi, s-Hertogenbosch e New York, senza contare i due cammini incredibili in singolo. "Siamo più che compagne, siamo amiche - raccontano a fine match - se in campo una delle due cala, l'altra cerca di spronarla e intanto cresce. Questo successo è bellissimo ed è il miglior modo per iniziare la nuova stagione".  Claudio Lenzi per la Gazzetta dello Sport - Twitter @clenzi82© RIPRODUZIONE RISERVATA




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