Fiorella Rubino Ceccacci con Elisabetta Gardini e Michela Biancofiore
BUM! “L'ITALIA TORNERÀ AD ESSERE GOVERNATA DA UN UOMO DI SINISTRA COME ME”
CENONE AZZURRO: ALLE DEPUTATE REGALA PARURE DI PERLE NERE CON ORECCHINI
T’ADORIAM, SILVIO DIVINO (3 GIORNI 3 DI CONVEGNO A ROMA SUL BERLUSCONISMO)
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
1 – “L'ITALIA TORNERÀ AD ESSERE GOVERNATA DA UN UOMO DI SINISTRA COME ME” (SILVIO DIXIT!)
Bella serata ieri sera per Silvio Berlusconi. Prima ha dichiarato che la legge Gentiloni sulle tv “è un piano criminale: vogliono tutti favorire Murdoch, ma in Senato non troveranno 160 complici”. Dopodichè il Cavaliere ha macinato ai cronista del Corriere Marco Galluzzo: “Ho 70 anni, un vecchietto, ma non mollo: il 73% degli italiani la pensa come noi. L'Italia tornerà ad essere governata da un uomo di sinistra come me: un paradosso, ma la vera politica sociale l'abbiamo fatta noi».
Infine, il Reuccio di Arcore si è precipitato dalle parti di via Veneto, ha imboccato l’ingresso dell’Hotel Splendid per partecipare “alla cena con gli azzurri della Camera, durante la quale ha regalato una parure di perle nere con orecchini alle deputate e due dvd ai deputati (doni che non poté consegnare a Natale a causa dell'operazione a Cleveland), Berlusconi ha promesso – continua il Corriere: «Ho visto Ballarò, bisogna fare un tipo di trasmissione simile anche a Mediaset: rispondiamo a questi attacchi».
2 - T’ADORIAM, SILVIO DIVINO (3 GIORNI DI CONVEGNO A ROMA SUL BERLUSCONISMO)
Marco Travaglio per “l’Unità”
Diceva Indro Montanelli, che lo conosceva bene: «Berlusconi non ha idee: ha interessi». Peccato che ci abbia lasciati nel 2001, altrimenti da oggi a sabato potrebbe farsi una cultura al convegno di tre giorni promosso all’Aldovrandi Palace di Roma dalla Fondazione Liberal e tutto dedicato al pensiero e all’opera di Silvio Berlusconi. Come ognuno può capire, la parte più ardua sarà quella dedicata al pensiero: per rintracciarne qualche vestigio, sono da mesi all’opera squadre di speleologi, entomologi, carabinieri del Ris ed esperti di microtracce. Poi, se resterà tempo, si passerà alle opere, inclusi i miracoli.
Il programma dell'Evento è stato anticipato ieri da "Libero", che ha anche pubblicato in esclusiva la relazione di uno degli oratori più attesi, l'ex-dc Sandro Fontana, che nella Prima Repubblica si firmava Bertoldo sul "Popolo" e nella Seconda è passato felicemente da Donat-Cattin alla spalla di Apicella. «Il berlusconismo diventa una scienza», annuncia il quotidiano diretto da Feltri e vicediretto da Betulla & Pompa. Ed eccoli, gli scienziati chini sull'oggetto dei loro studi.
Ferdinando Adornato aprirà i lavori con una relazione dal titolo «Una nuova storia italiana», prosecuzione naturale della prima «Storia italiana», il fotoromanzo distribuito nella campagna elettorale 2001 che fece schiattare d'invidia Kim Il Sung. Seguiranno un'omelia di Gianni Budget Bozzo («L'invenzione del centrodestra») e una prolusione del vice-Pera Gaetano Quagliariello («La Prima Repubblica: continuità e discontinuità»).
Qualche minuto di svago con Renato Brunetta per l'angolo «nani & ballerine», poi di nuovo discorsi seri con Belardinelli, il già citato Fontana e Malgieri. Ma il compito più improbo l'avrà Renato Cristin, che intratterrà i fedeli su «La Berlusconomics», l'originale dottrina economica berlusconiana che è riuscita nella difficile impresa di portare l'Italia alla crescita zero e Mediaset alla crescita mille.
Da non perdere poi la relazione di Angelo Crespi, discepolo della scuola dellutriana, che si esibirà nell'ardito ossimoro «La tv, la democrazia». Paolo Guzzanti, purtroppo sprovvisto di Scaramella, concionerà su «L'attualità dell'anticomunismo»: poi, per i più scettici, parlerà Renzo Foa, che degli orrori del comunismo è la prova vivente insieme a Ferrara, Adornato e Bondi. Il quale Bondi sarà presente in sala, ma non è previsto che parli: pregherà nella cappella attigua consacrata al Divino Amore Arcoriano, che, come il suo più noto collega, si materializzerà il terzo giorno per chiudere il convegno a Lui dedicato.
Sulle prime, secondo i bene informati, il Cavaliere aveva espresso qualche perplessità sull'iniziativa, che era parsa persino a lui un tantino eccessiva. Poi però ha deciso di lasciar fare: Nando, James e gli altri ci tenevano tanto. Sono ragazzi.
Di Adornato si erano perse le tracce la sera del 20 aprile 2006, quando aveva dovuto lasciare il pur inutile incarico di presidente della commissione Cultura per sprofondare in un anonimato ancor più anonimo di prima. È costui, se non andiamo errati, lo stesso Adornato che stava nel Pci, poi nel Pds, poi in Alleanza democratica, che idolatrava il pool Mani Pulite con encomi davvero imbarazzanti, che nel '94 entrò in Parlamento grazie a un collegio blindato nella rossa Umbria e giurò: «Ci siamo presentati alle elezioni in un'alleanza, nei Progressisti. Restiamo nei Progressisti: abbiamo perso, quindi staremo all'opposizione. C'è un dovere per gli eletti sotto uno stesso simbolo, quello di adeguarsi a uno stesso comportamento parlamentare».
Bossi, per lui, era «un guitto», ma il più pericoloso era il Cavaliere: «Nessun partito della Provvidenza, nessun'alleanza potrà fare miracoli. Anche se ci fosse Gesù Cristo non riuscirebbe a farli e Berlusconi, più che Gesù Cristo, mi sembra Lazzaro: il miracolato dal vecchio sistema dei partiti». Poi scrisse un libro molto pensoso, «Oltre la sinistra»: così oltre, ma così oltre, che si ritrovò in Forza Italia senza passare dal via. Ora è lui ad avviare il processo imbalsamazione di Bellachioma I, con una trovata che sarebbe parsa un filo esagerata anche a Saddam.
Altri particolari sul convegno di studi, purtroppo, non ne filtrano. Ma già Isoradio segnala addensamenti del traffico in direzione Roma per via delle carovane di pullmann e treni speciali carichi di imbalsamatori, restauratori, mummificatori, truccatori, tricologi, donatori piliferi, chirurghi plastici, visagisti, installatori di dentiere e bandane, stallieri, pregiudicati, liberi muratori, architetti da mausoleo, veline e meteorine, botanici del ramo cactus, servi sciocchi e soprattutto furbi, psichiatri e casi psichiatrici, mezzibusti con inginocchiatoio incorporato, senza dimenticare Fabrizio Cicchitto che discetterà sulle più moderne tecniche di incappucciamento e Renato Schifani che illustrerà il valore del riporto nel Terzo Millennio.
Non risultano interventi degli on. avv. Ghedini e Pecorella, che pure avrebbero tanto da raccontare sulle migliaia di nuovi posti di lavoro creati dall'illustre cliente nelle questure e nei tribunali. Previsto invece un notevole spiegamento di forze dell'ordine, addette per metà alla protezione dei convegnisti e per metà alla protezione dai convegnisti.
Pare che l'Evento sarà trasmesso in diretta dalla tv di Stato del Turkmenistan, dove un mese fa è prematuramente scomparso il dittatore pazzo Serdar Turkmenbashi, al secolo Saparmurat Nyiazov, celebre per aver inaugurato uno sfrenato culto della sua personalità, facendo sparire i giornalisti nemici, accumulando enormi fortune, schierando il paese contemporaneamente con Bush e con Putin, progettando laghi e foreste artificiali, trasformando il Parlamento in una dependance di casa sua, tenendo i giovani nella più crassa ignoranza, raccogliendo il suo pensiero in un agile libretto divenuto obbligatorio in tutte le scuole.
Da quando, alla vigilia di Natale, il tiranno è prematuramente scomparso a 65 anni, il Turkmenistan cercava affannosamente un successore degno di lui. E stava quasi per rassegnarsi. Poi la notizia della tre giorni di Roma ha riacceso le speranze.
Dagospia 25 Gennaio 2007