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Facebook   Lube Macerata campione d'Italia di volleyLast Update: 4/23/2012 7:20 PM
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IPERUTENTE 2009
4/23/2012 2:13 PM
 
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[SM=x44520] [SM=x44521]



Volley: trionfo Macerata, uno scudetto storico
MILANO. Dopo 6 anni dal primo scudetto, Macerata concede il bis: è Campione d’Italia di pallavolo maschile. E la vendetta è servita perché i marchigiani trionfano proprio contro Trento, la squadra che già due volte in stagione aveva negato altri traguardi alla Lube Banca Marche: la Coppa Italia (3-2 Itas in finale) e lo spareggio di Champions League. Nella finalissima del Forum di Assago (Milano) finisce 3-2 con i seguenti parziali: 19-25, 12-25, 25-22, 25-18, 22-20. Il tecnico Alberto Giuliani, al secondo titolo in tre V-day consecutivi, con due club diversi (due anni fa con Cuneo), tutti e tre contro Trento, dice: “E’ la vittoria del gruppo”. Anche in questa finale ha usato quasi tutti i suoi, e l’apporto decisivo lo ha avuto da Kovar, entrato dalla panchina.

La cronaca. Un successo straordinario quanto sofferto, arrivato dopo una partita non bella, in cui i campioni hanno commesso 38 errori (!), 12 in più degli avversari. Eppure ce l’hanno fatta, perché come dice Lampariello: “Non sempre i più forti vincono, spesso vince chi ha più grinta”. L’avvio è un insperato scatto per Trento e l’incubo peggiore di Macerata. Che in effetti prima ancora del time out tecnico è indietro come la coda: 1-8. Il tutto con Birarelli che mura due volte Podrascanin e con un attacco out dello stesso serbo, oltre che con un errore di Omrcen. Poi il ritmo si aggiusta anche, e Savani ha anche un turno di battuta strepitoso per accorciare: propizia un muro di Parodi su un attacco per forza scontato, quindi spara due ace, uno di una violenza spaventosa, l’altro d’astuzia, con una battuta corta e lenta. Ma non può bastare. Tutte e due puntano molto sul servizio, rischiano, sbagliano e il punteggio che avanza fa il gioco di Trento. Fino al 25-19 firmato Juantorena. E il primo rispetto al secondo è stato anche equilibrato. La ripresa dei giochi riguarda una squadra, l’altra no. All’inizio diresti che è il muro a fare la differenza (9-5). Poi diventa un massacro su tutti i fronti. Trento batte meglio, attacca al 62% contro il 25%, prende 4 muri contro 0. Ed è in grado di fare punti in attacco anche sulla sua battuta, non solo perché ha schiacciatori formidabili, ma anche perché Rapha li imbecca da fenomeno. Mentre la Lube sulle poche difese poi non riesce mai ad andare a segno. Col vecchio punteggio (e il cambio palla) quando si arriva a 25-12 si sarebbe stati 12-1.

“Svegliatevi”. La curva rossa di Macerata canta “Vi svegliate o no, vi svegliate sì o no?”. E la Lube si desta, come nemmeno il più ottimista dei maceratesi avrebbe avuto il coraggio di immaginare. Il trillo è un turno in battuta di Travica, sul quale Trento commette due errori e Omrcen acchiappa un muro (8-4). Trento si rifà sotto due volte, prima con due errori di Savani e un muro di Rapha su Savani medesimo. Quindi con altri due muri di Birarelli (su Kovar e Podrascanin). Ma proprio quando ci si aspettava una volata ai vantaggio, ecco che si rivede Stankovic: il leone della serie con Cuneo finalmente prende un muro. Quindi Birarelli tira out, e Juantorena schianta l’ultima battuta in rete. Avanti. Il quarto set è un sali e scendi in cui fa quasi tutto la Lube. Nel bene, molto di più, e nel male. Macerata va forte con un eccezionale Parodi: 3 ace di fila per il 10-5. Poi commette 5 errori consecutivi. Non c’è tattica, molte battute forti, molti sbagli. Ma Macerata è battagliera, con un gran Kovar al posto di Savani. L’Itas sembra incredibilmente spenta. Si rialza con un turno in servizio di Stokr: ma Juantorena in attacco non passa. E dal 15-18 Macerata, i marchigiani ingranano anche qualche bella azione (difese di Exiga e Lampariello, contrattacchi). Quindi non c’è storia, fino a quando Omrcen non mura a uno Della Lunga.

La fase decisiva. Si va al tiebreak. E una partita per quattro quinti piuttosto brutta, diventa epica. Perché al tiebreak è una roba da spavento. Ci sono alcune fasi in cui una squadra o l’altra hanno un paio di punti di vantaggio: ma sostanzialmente si vede e si vive tutto l’equilibrio mancato in precedenza. E che spettacolo. Juantorena si infortuna sulla palla dell’8-7. Zoppica, ma si rifiuta di uscire, resterà dentro, stoico, e scarsamente utile. Per prima alla palla scudetto arriva la Lube, grazie a Omrcen (persino in difesa, insieme a Lampariello). Ne ha due, Sokolov e Kaziyski le annullano. Poi ne ha un paio Trento. Kovar è straordinario ogni volta che è chiamato ad attaccare. E’ lui che gira il pallino. Ne servono altre quattro, di palle scudetto. Ma alla quarta Kaziyski attacca out, e la marea rossa può scendere e inondare il forum. E’ la grande festa di Macerata. (Cronaca della gara dalla Gazzetta dello Sport)

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Ho capito che se una persona si ritiene superiore, bisogna lasciarla vivere nella sua inferiorità
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4/23/2012 3:39 PM
 
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Re:
strega@rossa, 23/04/2012 14.13:

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Volley: trionfo Macerata, uno scudetto storico
MILANO. Dopo 6 anni dal primo scudetto, Macerata concede il bis: è Campione d’Italia di pallavolo maschile. E la vendetta è servita perché i marchigiani trionfano proprio contro Trento, la squadra che già due volte in stagione aveva negato altri traguardi alla Lube Banca Marche: la Coppa Italia (3-2 Itas in finale) e lo spareggio di Champions League. Nella finalissima del Forum di Assago (Milano) finisce 3-2 con i seguenti parziali: 19-25, 12-25, 25-22, 25-18, 22-20. Il tecnico Alberto Giuliani, al secondo titolo in tre V-day consecutivi, con due club diversi (due anni fa con Cuneo), tutti e tre contro Trento, dice: “E’ la vittoria del gruppo”. Anche in questa finale ha usato quasi tutti i suoi, e l’apporto decisivo lo ha avuto da Kovar, entrato dalla panchina.

La cronaca. Un successo straordinario quanto sofferto, arrivato dopo una partita non bella, in cui i campioni hanno commesso 38 errori (!), 12 in più degli avversari. Eppure ce l’hanno fatta, perché come dice Lampariello: “Non sempre i più forti vincono, spesso vince chi ha più grinta”. L’avvio è un insperato scatto per Trento e l’incubo peggiore di Macerata. Che in effetti prima ancora del time out tecnico è indietro come la coda: 1-8. Il tutto con Birarelli che mura due volte Podrascanin e con un attacco out dello stesso serbo, oltre che con un errore di Omrcen. Poi il ritmo si aggiusta anche, e Savani ha anche un turno di battuta strepitoso per accorciare: propizia un muro di Parodi su un attacco per forza scontato, quindi spara due ace, uno di una violenza spaventosa, l’altro d’astuzia, con una battuta corta e lenta. Ma non può bastare. Tutte e due puntano molto sul servizio, rischiano, sbagliano e il punteggio che avanza fa il gioco di Trento. Fino al 25-19 firmato Juantorena. E il primo rispetto al secondo è stato anche equilibrato. La ripresa dei giochi riguarda una squadra, l’altra no. All’inizio diresti che è il muro a fare la differenza (9-5). Poi diventa un massacro su tutti i fronti. Trento batte meglio, attacca al 62% contro il 25%, prende 4 muri contro 0. Ed è in grado di fare punti in attacco anche sulla sua battuta, non solo perché ha schiacciatori formidabili, ma anche perché Rapha li imbecca da fenomeno. Mentre la Lube sulle poche difese poi non riesce mai ad andare a segno. Col vecchio punteggio (e il cambio palla) quando si arriva a 25-12 si sarebbe stati 12-1.

“Svegliatevi”. La curva rossa di Macerata canta “Vi svegliate o no, vi svegliate sì o no?”. E la Lube si desta, come nemmeno il più ottimista dei maceratesi avrebbe avuto il coraggio di immaginare. Il trillo è un turno in battuta di Travica, sul quale Trento commette due errori e Omrcen acchiappa un muro (8-4). Trento si rifà sotto due volte, prima con due errori di Savani e un muro di Rapha su Savani medesimo. Quindi con altri due muri di Birarelli (su Kovar e Podrascanin). Ma proprio quando ci si aspettava una volata ai vantaggio, ecco che si rivede Stankovic: il leone della serie con Cuneo finalmente prende un muro. Quindi Birarelli tira out, e Juantorena schianta l’ultima battuta in rete. Avanti. Il quarto set è un sali e scendi in cui fa quasi tutto la Lube. Nel bene, molto di più, e nel male. Macerata va forte con un eccezionale Parodi: 3 ace di fila per il 10-5. Poi commette 5 errori consecutivi. Non c’è tattica, molte battute forti, molti sbagli. Ma Macerata è battagliera, con un gran Kovar al posto di Savani. L’Itas sembra incredibilmente spenta. Si rialza con un turno in servizio di Stokr: ma Juantorena in attacco non passa. E dal 15-18 Macerata, i marchigiani ingranano anche qualche bella azione (difese di Exiga e Lampariello, contrattacchi). Quindi non c’è storia, fino a quando Omrcen non mura a uno Della Lunga.

La fase decisiva. Si va al tiebreak. E una partita per quattro quinti piuttosto brutta, diventa epica. Perché al tiebreak è una roba da spavento. Ci sono alcune fasi in cui una squadra o l’altra hanno un paio di punti di vantaggio: ma sostanzialmente si vede e si vive tutto l’equilibrio mancato in precedenza. E che spettacolo. Juantorena si infortuna sulla palla dell’8-7. Zoppica, ma si rifiuta di uscire, resterà dentro, stoico, e scarsamente utile. Per prima alla palla scudetto arriva la Lube, grazie a Omrcen (persino in difesa, insieme a Lampariello). Ne ha due, Sokolov e Kaziyski le annullano. Poi ne ha un paio Trento. Kovar è straordinario ogni volta che è chiamato ad attaccare. E’ lui che gira il pallino. Ne servono altre quattro, di palle scudetto. Ma alla quarta Kaziyski attacca out, e la marea rossa può scendere e inondare il forum. E’ la grande festa di Macerata. (Cronaca della gara dalla Gazzetta dello Sport)



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4/23/2012 7:20 PM
 
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Altro che gli ultrà
Nel volley vince il fair play
Nella finale scudetto, il punto che permette a Macerata di battere Trento e conquistare il titolo è viziato da un errore arbitrale. Il presidente dell'Itas Diatec Mosna però non fa polemiche: "In campo conta solo la decisione dell'arbitro, faccio i complimenti ai vincitori"
di ROBERTO MARCELLETTI


ROMA - Nella finale scudetto di volley fa notizia la vittoria di Macerata ma, alla luce di una domenica difficile nel calcio e soprattutto a Genova, sorprende il fair play di Trento. L'Itas Diatec esce sconfitta per un evidente errore arbitrale e si lecca le ferite senza polemiche. In vantaggio per due a zero subisce la rimonta di Macerata e finisce per perdere al tie break su un attacco contestato, che le immagini mostrano chiaramente in campo. Insomma la partita doveva proseguire. E potenza dello sport, quello vero, e di una mentalità da inculcare ai giovani che si avvicinano a questa disciplina, i campioni del mondo di Trento restano ovviamente delusi ma elogiano l'avversario e si rammaricano per non aver chiuso il match. Nessuna contestazione all'arbitro: stretta di mano e complimenti all'avversario. In altri sport, e con in palio uno scudetto, sarebbe successo di tutto. Ai piedi delle Dolomiti, invece, si pensa al futuro e a come poter evitare altri simili errori nelle prossime stagioni. Il presidente dell'Itas Diatec e della Legavolley si rimbocca le maniche e spera di cambiare e rinnovare presto qualcosa.

Presidente Mosna, avete perso lo scudetto ma avete dato una bella lezione.
"Mi sembra inutile fare polemiche. Il problema non sussiste in termini di risultato, è chiaro che fa male a chiunque chiudere una stagione così. L'errore è evidente ma in campo conta solo la decisione dell'arbitro. E faccio ancora i complimenti a Macerata".
Dopo gli incidenti di Genova nel calcio, sentire frasi del genere fa effetto.
"Partite così tirate si decidono per un'inezia. Se fosse stato possibile lo scudetto andava diviso a metà tra noi e la Lube. Eravamo e siamo una squadra fortissima, la sconfitta non toglie nulla a questi ragazzi. Abbiamo trovato di fronte una compagine ugualmente forte e in questo caso è andata bene a loro".
Se trasferiamo questo episodio in una partita di calcio che cosa ne viene fuori?
"Beh diciamo che ci sarebbero reazioni un po' più vivaci, si rischierebbe di arrivare molto in alto...".
C'è grande amarezza per la sconfitta. Ma Trento diventa un esempio da seguire. E' d'accordo?
"Usciamo dal campo a testa alta, quando giochi una finale secca questo è il rischio a cui vai incontro. I playoff si sono svolti in soli venti giorni e anche se abbiamo vinto tutte le gare per tre a zero e non abbiamo perso nemmeno un set, la chiusura non è quella che ci aspettavamo. Forse in una serie più lunga il risultato sarebbe stato diverso".
Secondo Mosna come sta lo sport oggi?
"E' difficile dirlo. I problemi cominciano dall'alto. Sono convinto che il governo dello sport attuale segua i mali della politica, è da prima repubblica. E' chiaro che non possiamo pretendere di avere scatti di modernità, anzi restiamo sempre in ritardo nell'applicazione delle novità".
Che cosa si può fare per cambiare?
"Noi della pallavolo, a esempio, abbiamo un serio problema di preparazione degli arbitri. A differenza del calcio e di altri sport la nostra classe arbitrale non è al passo con i tempi. Non è polemica, è solo una constatazione. E le colpe stanno sempre in alto: chi li prepara, come dicevamo prima, è in ritardo".
Allora che cosa serve per migliorare?
"Basta guardare i nostri allenatori che preparano le partite rimanendo incollati ai video dalla quaranta alle settanta ore. Nel volley moderno la palla viaggia a velocità sempre più alte e se i giudici di gara non sono allenati è facile sbagliare".
Fonte

Come al solito il calcio esce sconfitto dal confronto sulla sportività, fosse successo in serie A (e già succede) si arriverebbe a chiedere una commissione d'inchiesta parlamentare. [SM=x44463]

Evviva gli sportivi veri. Evviva Macerata ma anche Trento [SM=x44520]

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