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IperCaforum il forum degli ipercafoni

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Facebook   AstronomiaLast Update: 2/9/2013 1:40 AM
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3/14/2012 11:19 PM
 
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Se guardate in cielo vedrete Venere e Giove in congiunzione
Venere e Giove danno spettacolo nel cielo di queste notti con Luna e stelle brillanti nel buio. Ma i due pianeti sono anche protagonisti il 15 marzo di una congiunzione nella costellazione dell’Ariete per cui la loro distanza angolare si riduce al massimo. Già mercoledì sera sarà abbastanza evidente e raggiungerà il suo valore massimo di appena 3 gradi e 16 primi giovedì. Giove e Venere (il primo più in alto e l’altro più in basso) sono i due oggetti più visibili e luminosi guardando verso ovest-sudovest.

COMETA GARRADD - Ma c’è anche una cometa a spingerci ad alzare gli occhi al cielo. È la C/2009 P1 Garradd in corsa verso il Sole da vari mesi e di cui pubblichiamo la bella foto scattata da Paolo Candy. Visibile con un piccolo binocolo nella zona circumpolare nelle prime ore della sera, mostra addirittura due code (una di gas l’altra di polveri) invece di una soltanto.

MARTE - Intanto Marte è in questo mese in opposizione, cioè transita nello spazio più esterno (dalla parte opposta al Sole) e si trova nel punto più vicino alla Terra (100 milioni di chilometri). Ma ci sono opposizioni più favorevoli, come quella del 2018 quanto la sua orbita lo porterà a soli 57 milioni di chilometri. La situazione si ripete ogni 26 mesi. Queste settimane di marzo offrono l’opportunità non consueta di osservare bene cinque pianeti: Giove, Saturno, Venere, Marte e Mercurio.

E PRESTO IL TRANSITO DI VENERE - Ma tutto ciò è solo in preparazione al grande evento planetario dell’anno atteso per giugno (5 e 6) quando si potrà assistere al transito di Venere davanti al Sole. L’ultimo è avvenuto otto anni fa nel 2004 e il prossimo sarà fra 105 anni nel 2117. È il caso di pensarci perché l’occasione non è da perdere.

di Giovanni Caprara
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La strada è sempre decisa, non in senso fatalistico. Sono il nostro respirare, gli sguardi, i giorni che si susseguono a deciderla naturalmente. B.Y.
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3/25/2012 8:44 AM
 
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Ghiaccio ai poli del caldo Mercurio
Ghiaccio d’acqua ai poli del caldissimo Mercurio. La sonda Messenger dalla Nasa in orbita attorno al pianeta più vicino al Sole ha avvalorato l’ipotesi avanzata negli anni Novanta quando con il grande radiotelescopio di Arecibo si era scandagliata la superficie di Mercurio. Nei crateri polari dove le ombre sono perenni una riflessione particolare aveva spinto gli scienziati a immaginare il ghiaccio, analogamente a quanto accade in alcuni crateri della Luna. Ora Messenger scrutando da vicino la superficie che raggiunge anche i 425 gradi centigradi ha raccolto prove a favore pubblicate dalla rivista americana Science. «Per conservarsi – spiega Maria Zuber del Mit coinvolta nelle indagini – il ghiaccio deve essere coperto da un sottile strato di materiali spesso una decina di centimetri e che lo mantengono stabile».

LA SCOPERTA - La sonda ha inoltre scoperto che il cuore del pianeta è avvolto da una sorta di guscio di solfuro di ferro; una condizione unica nel nostro sistema solare. Al fine di approfondire il risultato la Nasa ha deciso di prolungare la missione di Messenger lanciata da Cape Canaveral nel 2004, e dall’anno scorso in orbita attorno a Mercurio, fino al 2013. E’ la seconda sonda in visita al caldo pianeta. La prima era stata Mariner-10 sempre della Nasa, e spedita lassù nel 1973, la quale raccolse grandi risultati grazie all’italiano Giuseppe Colombo. Colombo era un meccanico celeste dell’Università di Padova che collaborava con il Jet Propulsion Laboratory della NASA nello studio delle traiettorie interplanetarie. Egli suggerì una particolare orbita grazie alla quale la sonda passò tre volte nelle vicinanze del pianeta invece di una sola volta. Così triplicò il bottino scientifico e il New York Times dedicò un articolo in prima pagina a Colombo. Ora l’Agenzia spaziale europea ESA ha battezzato “BepiColombo” una sonda che sta costruendo e che sarà la prossima visitatrice di Mercurio.

[IMG]http://images2.corriereobjects.it/Media/Foto/2012/03/24/mercurio.JPG?v=20120324193354[/IMG]

di Giovanni Caprara
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3/25/2012 3:08 PM
 
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Imparare a conoscere il cielo con il cellulare
Sky Safari Lite, Google Sky Map, Astroller

Che stella è quella, come trovo la costellazione di Orione, e Giove?
Domande più che naturali per chi si avvicina all’osservazione del cielo, non di difficile risposta, basta una cartina del cielo e qualche punto di riferimento… oppure uno smartphone!

Puntare il telefono verso il cielo e sul display vedere quali stelle stiamo guardando, oppure cercare un pianeta o una stella che vogliamo osservare è una possibilità incredibile… e semplicissima! Vi basterà scaricare uno di questi 3 programmi, la scelta va fatta in base al tipo di telefono che possedete, e cominciare le osservazioni!

www.astroperinaldo.it/blog/tag/astroller/

Ho da poco scaricato Astroller, è un gioiellino! [SM=x44519] [SM=x44459]
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4/28/2012 9:43 PM
 
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California: è caccia al meteorite
Una scia di pietre nere cadute dal cielo, da Sacramento in California a Las Vegas nel Nevada, ha scatenato negli Stati Uniti quella che è stata battezzata la «caccia al meteorite». A decine, fra astronomi di grandi istituzioni come la Nasa o semplici collezionisti che comprano e vendono i loro campioni su eBay, sono sguinzagliati lungo oltre 500 chilometri a ridosso della West Coast per accaparrarsi quel che resta di una grande fireball (palla di fuoco) apparsa giorni fa. L’oggetto, luminoso quanto la luna piena, è sfrecciato nei cieli della California esattamente alle 7,51 di domenica 22 aprile, producendo un grande boato e lasciandosi dietro una densa scia di fumo.

FRAMMENTI - Fin qui niente di strano: si tratta di uno dei tanti bolidi che, di tanto in tanto, solcano i cieli in tutto il mondo, hanno commentato lì per lì gli astronomi californiani. A generare il fenomeno è stato, molto probabilmente, uno dei frammenti schizzato via dalla fascia degli asteroidi (una specie di deposito di detriti planetari posto fra le orbite di Marte e Giove), poi avvicinatosi alla Terra, tanto da essere risucchiato dalla sua potente forza d’attrazione gravitazionale. All’ingresso con l’atmosfera, a causa delle elevatissime temperature generate dall’attrito, questi frammenti di asteroidi si disintegrano con una spettacolare esplosione. Di solito, del corpo penetrato in atmosfera non restano altro che una scia di fumo sospesa nell’aria e una miriade di microscopiche sferule cosmiche.

CONDRITI CARBONACEE - Ma stavolta è andata diversamente, racconta Peter Jenniskens, esperto di meteoriti presso l’Ames Research Center della Nasa: «Abbiamo cominciato a trovare frammenti grandi alcuni centimetri presso l’Hernningsen Lotus Park e poi negli immediati dintorni. Sono inequivocabilmente dei meteoriti, con la tipica crosta di fusione che si forma all’ingresso con l’atmosfera. A una prima analisi sembrano condriti carbonacee, frammenti dello stesso materiale da cui si aggregarono i pianeti circa quattro miliardi e mezzo di anni fa». Il bottino appare prezioso non solo perché l’analisi di questi frammenti aggiunge informazioni su quelli che sono considerati i mattoni costitutivi del nostro sistema solare, ma anche perché all’interno delle condriti carbonacee sono stati trovati vari tipi di amminoacidi: i composti fondamentali dei viventi, rafforzando la convinzione che gli ingredienti della vita sono sparsi ovunque nell’universo.

TESTIMONIANZE - «Il nostro proposito, oltre che assicurare ai laboratori scientifici il maggior numero dei meteoriti caduti a terra», aggiunge Jenniskens, «è anche quello di stabilire da dove provenisse il bolide del 22 aprile. Cosa che sarà possibile raccogliendo il maggior numero di testimonianze sulla sua traiettoria. Per questo abbiamo lanciato un appello ai testimoni oculari e anche ai possessori di telecamere di sorveglianza, nella speranza che il bolide sia stato inquadrato da qualcuna di esse». Da una prima valutazione, basata sulla luminosità apparente del bolide, sulla sua traiettoria, e sul bang acustico che ha accompagnato la sua esplosione, gli esperti valutano che il corpo celeste fosse di modeste dimensioni, non superiori a quelle di un’automobile di media cilindrata, e che una cospicua parte dei suoi frammenti sia concentrata nella contea di El Dorado, in California, dove ora si sta radunando la maggior parte dei cacciatori di meteoriti, molti dei quali hanno già trovato altri frammenti e li esibiscono orgogliosamente a emittenti televisive e giornali locali. Per singolare coincidenza, diversi frammenti del bolide californiano sono stati raccolti a Sutter’s Mill, il villaggio in cui Marshall e Sutter, nel lontano 1848, trovarono le pepite d’oro nascoste fra le sabbie fluviali, dando origine alla mitica «febbre dell’oro» che, in pochi anni, richiamò nella zona centinaia di migliaia di americani a caccia di fortuna.

[IMG]http://images2.corriereobjects.it/gallery/Scienze/2012/04_Aprile/meteor/1/img_1/met_02_672-458_resize.jpg?v=20120428171440[/IMG]

di Franco Foresta Martin
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5/4/2012 9:03 PM
 
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In arrivo la «Super Luna», gli esperti: È la più luminosa di tutto l'anno
Sarà la più grande e la più luminosa dell'anno e irradierà il cielo nella notte tra sabato 5 e domenica 6 maggio. È in arrivo la «Super Luna», termine coniato nel 1979 per spiegare la coincidenza di luna piena con il momento di massimo avvicinamento con la Terra. Una combinazione che rende la luna apparentemente più luminosa e grande e i cui effetti si fanno sentire anche con un leggero innalzamento delle maree.

IL PANORAMA - Il panorama mozzafiato, dovrebbe verificarsi secondo gli esperti nella notte tra sabato e domenica, confidando in un cielo sgombro da nuvole. L'orbita della Luna attorno al nostro pianeta non è un cerchio ma una curva leggermente ovale, ellittica: la distanza Terra-Luna può infatti variare tra i 400 e i 360 mila km. In questo fine settimana il satellite sarà quasi al culmine del suo ciclico avvicinamento alla terra e contemporaneamente sarà in piena illuminazione, una combinazione che si ripete circa una volta l'anno, l'ultima nel marzo del 2011. L'apparente aumento di grandezza del satellite non è però dato dalla diminuzione della distanza, ma dalla sua forte luminosità. In ogni caso il miglior momento per l'osservazione è proprio quando la Luna si trova bassa sull'orizzonte e il suo disco appare vicino a costruzioni o alberi: per ragioni psicologiche e astrofisiche appare incredibilmente grande. Un'illusione che verrà amplificata ulteriormente nella notte tra sabato e domenica. Lo spettacolo però potrebbe essere rovinato dal maltempo in arrivo proprio in questo fine settimana, in particolare al Nord.

[IMG]http://images2.corriereobjects.it/Hermes%20Foto/2012/05/04/WCCOR11_0LMULS6F--180x140.JPG?v=20120504195835[/IMG]

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DELLA SEZIONE
IPERFEMMINE

Monsignore
IperF1 2008
IperUTENTE 2010
Briscola IperCafonica 2012
5/17/2012 8:30 PM
 
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Pochi giorni prima del 21 dicembre prox (quello della fine del mondo secondo alcune interpretazioni del calendario Maya...)
il 3 Dicembre 2012 ci sarà un allineamento speciale: i 3 re di Orione e le piramidi di Giza [SM=x44450]

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[IMG=http://im3.freeforumzone.it/up/32/28/2034614068.jpg][IMG=http://im3.freeforumzone.it/up/32/42/1231736844.jpg]
Non condivido le tue idee, ma darei la vita per vedere come ti prenderanno per il culo quando le esporrai.
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6/2/2012 12:28 AM
 
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Venere, l'ultimo transito per cercare altre Terre
È l'ultima possibilità: poi se ne riparlerà nel 2117. All'alba di mercoledì 6 giugno sarà visibile dall'Italia l'ultimo transito in questo secolo di Venere davanti al Sole. Per osservare il piccolo disco disegnato dal pianeta sulla superficie della nostra stella sarà necessario il classico vetro annerito col fumo di candela. Qualunque altro schermo, occhiali da sole compresi, sono insufficienti e si rischiano danni permanenti alla vista.
Un transito di Venere si verifica solo quando passa direttamente tra il Sole e la Terra. Dal momento che il piano orbitale di Venere non è esattamente allineata con quella della Terra, i transiti si verificano molto raramente, a coppie con otto anni di distanza, ma separati da più di un secolo. L'ultimo transito è stato nel giugno del 2004, ma non ce ne saranno altri sino al 2117.
Un evento raro che l'Agenzia spaziale europea osserverà da un punto particolare: l'isola artica di Spitsbergen, dove in questo periodo il Sole non tramonta mai e permetterà quindi seguire l'intero transito. Nell'isola, tra l'altro, è in corso una riunione del "Venus Express team", il gruppo di scienziati che guida la missione in corso della sonda che sta esplorando Venere.
I transiti di Venere e Mercurio, i pianeti più vicini al Sole della Terra, sono sempre stati delle grandi occasioni per fare importanti scoperte astronomiche. Ma stavolta le moderne tecnologie permetteranno un esperimento fondamentale per la ricerca di pianeti esterni al Sistema Solare che potrebbero ospitare forme di vita.
In quest'occasione infatti il telescopio spaziale Hubble si girerà verso la Luna e fotograferà sulla sua superficie l'alone grigiastro che circonderà la proiezione di Venere: si tratta dell'atmosfera di Venere che viene attraversata dai raggi solari. La sua composizione si conosce già, grazie ai dati inviati dalla sonde spaziali. Confrontando questi dati certi con quelli che Hubble produrrà, sarà possibile verificare se le osservazioni con il telescopio spaziale sono affidabili e possono essere utilizzate per determinare la composizione chimica delle atmosfere dei pianeti extrasolari. E capire così se su quel pianeta si possa sviluppare la vita.
I passaggi della 'stella del mattino', come è anche conosciuto il pianeta, sono di grande significato scientifico, perché hanno dato agli astronomi un'opportunità per misurare le dimensioni del Sistema Solare. Il calcolo si basa sul tempo impiegato da Venere ad attraversare il disco solare rilevato da posizioni diverse sulla Terra e poi applicando formule di semplice trigonometria.
Durante il transito del 1761 fu notato per la prima volta l'alone intorno al bordo della silhouette del pianeta, rivelando la presenza di una atmosfera. Ma solo da pochi anni sappiamo, grazie alle sonde spaziali che l'hanno visitata che Venere ha una atmosfera inospitale, densa di anidride carbonica e azoto e con nuvole di acido solforico.
Oggi i transiti dei pianeti davanti ad una stella sono un prezioso strumento per individuare e analizzare pianeti orbitanti attorno a stelle diverse dal Sole, i pianeti che gli astronomi chiamano extrasolari. Quando un pianeta passa davanti ad una stella, riduce la quantità di luce che arriva alla Terra, svelando la sua esistenza e dando informazioni sulle sue caratteristiche. In questo modo il telescopio spaziale europeo CoRoT ha scoperto già più di 20 pianeti extrasolari. Inoltre, analizzando i contorni dell'ombra del pianeta si scopre se ha un'atmosfera e se questa contiene acqua, metano e altri precursori della vita.
Il disco nero di Venere davanti al Sole sarà visibile nel suo percorso per intero solo dal Pacifico occidentale, Asia orientale, Australia orientale e alle alte latitudini settentrionali. Per gli Stati Uniti, il transito inizierà nel pomeriggio del 5 giugno. Dall'Europa invece sarà visibile nella parte finale all'alba del 6 giugno.

[IMG]http://www.repubblica.it/images/2012/05/30/132252531-a6e86245-5fcc-4d4c-b8de-8fb79cddc780.jpg[/IMG]

di ARNALDO D'AMICO
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6/30/2012 11:13 AM
 
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C'è un oceano di acqua liquida sotto la superficie di Titano
"Scoperta eccezionale" nel campo dell'esplorazione spaziale: grazie alla elaborazione dei dati della sonda Cassini-Huygens, frutto di una cooperazione internazionale tra la Nasa, l'Agenzia Spaziale Europea e l'Agenzia Spaziale Italiana sotto la superficie ghiacciata di Titano, il principale satellite di Saturno, è stata rilevata la presenza di uno strato di acqua liquida.
Lo studio, pubblicato nell'ultimo numero della rivista Science, è stato condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Luciano Iess, del dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale di Sapienza Università di Roma con la collaborazione di Marco Ducci e Paolo Racioppa (Sapienza) e di Paolo Tortora (Università di Bologna).
La rilevazione dell'esperimento di radioscienza operata dal gruppo di ricercatori italiani, che si sono avvalsi inoltre del contributo di colleghi americani, è stata possibile osservando le deformazioni cui è soggetto Titano lungo la sua orbita intorno a Saturno. Se Titano avesse una struttura interna interamente rigida, l'attrazione gravitazionale di Saturno causerebbe rigonfiamenti - chiamati maree solide - non superiori a 1 metro di altezza.
I dati di Cassini mostrano invece che tali deformazioni raggiungono un'altezza di 10 metri, una chiara indicazione che Titano non è costituito interamente di materiale solido come ghiaccio e rocce. Così come la Terra subisce l'effetto combinato dell'attrazione della Luna, del Sole e delle variazioni della crosta terreste, anche Titano nella sua rotazione intorno a Saturno, in un'orbita ellittica con periodo di 16 giorni, cambia la sua forma a causa della variazione della forza mareale esercitata dal pianeta. Si allunga come un pallone da rugby quando è più vicino, mentre assume una conformazione più sferica quando si trova lontano.

«La scoperta di maree di così grande ampiezza su Titano conduce all'inevitabile conclusione che ci debba essere un oceano nascosto in profondità - spiega Iess - La ricerca dell'acqua è un obiettivo importante nell'esplorazione del Sistema Solare. Ora possiamo dire di avere localizzato un luogo dove se ne trova in abbondanza».
Uno strato liquido non deve essere molto profondo per consentire le maree osservate. È sufficiente che esso costituisca un mezzo di separazione tra la crosta esterna deformabile e il mantello interno solido permettendo così a Titano di comprimersi e allungarsi lungo la sua orbita intorno a Saturno. Le misure non forniscono la profondità dell'oceano, ma i modelli prevedono che possa raggiungere i 250 km, con una crosta ghiacciata spessa circa 50 km.
La presenza di uno strato di acqua liquida sotto la superficie ghiacciata non implica necessariamente la presenza di vita. Le più recenti ricerche suggeriscono che la vita si sviluppi con maggiore probabilità in regioni dove l'acqua liquida è in contatto con la roccia e ancora non siamo in grado di sapere se il fondale oceanico di Titano sia costituito di roccia o ghiaccio. L'identificazione dell'oceano aiuta a spiegare per quale ragione la densa atmosfera di Titano sia così ricca di metano (circa il 4%), un gas che viene dissociato rapidamente dalla radiazione e che deve quindi essere ripristinato da una sorgente all'interno del satellite.
«Sappiamo che i laghi di metano presenti sulla superficie non sono sufficienti per spiegare la notevole quantità di metano presente nell'atmosfera. Un oceano può agire da riserva in profondità, liberando il metano in esso disciolto, che migra verso l'alto attraverso la crosta ghiacciata» continua Iess.
«Non eravamo sicuri che la sonda Cassini fosse in grado di rivelare le deformazioni causate dall'azione mareale di Saturno su Titano - dice Ducci - La variazione del campo di gravità di Titano durante la sua rivoluzione attorno a Saturno è stata determinata grazie a una ricostruzione assai precisa dell'orbita di Cassini, resa possibile da misure della frequenza dei segnali radio inviati dalla sonda a terra durante i suoi passaggi ravvicinati a Titano. Queste misure forniscono la velocità della sonda con un'accuratezza di 0.015 mm/s». L'analisi di sei passaggi di Cassini in prossimità di Titano, tra il 2006 e il 2011, ha permesso di rilevare con notevole precisione l'effetto di deformazione mareale.
Per il coordinatore scientifico dell'ASI, Enrico Flamini «è una scoperta eccezionale che dà risposte a molti quesiti sollevati sin dai tempi delle missioni Voyager, ottenuta con un sistema radio realizzato in buona parte in Italia, capace sotto la guida dei nostri ricercatori di fornire risultati di assoluto livello, come questo pubblicato oggi su Science e come quello pubblicato nel 2003 su Nature che confermò la teoria della relatività generale con una precisione mai ottenuta prima».

[IMG]http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/scienza/titano.jpg[/IMG]

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8/26/2012 5:35 PM
 
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Voyager 2, la sonda più "anziana" viaggia da 35 anni nel sistema solare
È la sonda spaziale più longeva della storia, ma ancora non ha intenzione di fermarsi. Voyager 2, lanciata in orbita il 13 agosto 1977, da ben 35 anni viaggia per il sistema solare e si prepara a oltrepassarne i confini e entrare nello spazio aperto. Entrando di diritto tra gli "anziani" dell'universo.
Insieme al suo gemello Voyager 1, lanciato il 5 settembre 1977, 16 giorni dopo, prosegue il suo percorso, ma non accenna a dare segni di stanchezza. "Nonostante i suoi 35 anni, la robusta sonda Voyager è pronta a fare nuove scoperte come ci aspettiamo", ha detto Ed Stone, del progetto Voyager del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena. "I risultati di Voyager - ha aggiunto - hanno reso Giove e Saturno dei mondi tumultuosi, hanno trasformato le loro lune da punti deboli a luoghi caratteristici, ci hanno anche dato i primi scorci da vicino di Urano e Nettuno". E spera che presto lo stesso avvenga con i luoghi poco conosciuti oltre il sistema solare.
Voyager 2 ha "soffiato" il titolo a Pioneer 6, lanciato il 16 dicembre 1965 e di cui si sono perse le tracce l'8 dicembre 2000. Tra le scoperte più importanti ci sono la corrente a getto nella regione polare del Nord di Saturno, i poli magnetici di Urano e Nettuno, i geyser su Tritone e la luna congelata di Nettuno.
Anche il gemello Voyager 1 è titolare di alcuni record: ha raggiunto Giove e Saturno prima del Voyager 2, osservando per la prima volta i vulcani della luna di Giove, il particolare anello più esterno di Saturno e l'offuscata e profonda atmosfera della luna di Saturno, Titano. E ha "scattato" l'ultima immagine della missione: un ritratto di famiglia del sistema solare.

[IMG]http://www.repubblica.it/images/2012/08/21/175112798-f31f03d1-dcd3-43eb-9f26-4e8a3aaf1f42.jpg[/IMG]

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8/26/2012 5:45 PM
 
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In queste notti Giove e Venere spettacolari
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8/30/2012 7:24 PM
 
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31 agosto, notte di luna blu. La prossima nel 2015
L’ultima notte di agosto ci sarà la possibilità di assistere a un secondo plenilunio dopo quello che si è verificato all’inizio del mese, proprio il primo agosto.È un caso raro che due pleniluni si verifichino all’interno dello stesso mese e questo accade perché il calendario formato dai dodici mesi dell’anno non è perfettamente calibrato con le fasi lunari.
La seconda luna piena di solito prende il nome di “blue moon”, “luna blu”, non per il suo colore ma appunto per la sua rarità.
Si tratta di un fenomeno che non si ripeterà fino a luglio 2015. Mediamente la luna blu compare ogni 2,7 anni, con non grandissima regolarità. L’ultima si è potuta ammirare il 31 dicembre del 2009, che coincise con una parziale eclisse lunare per chi la guardava dall’Europa, Asia, Africa e da alcune regioni dell’Alaska.
Due mesi con due lune blu si sono avuti l’ultima volta nel 1999 e la prossima sarà nel 2018. La luna blu sarà al suo massimo alle 15.58 ora italiana. la prossima ci sarà il 31 luglio 2015.

[IMG]http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/scienza/luna_9.jpg[/IMG]

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8/31/2012 2:13 PM
 
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un motivo in più per guardare il cielo stasera...
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8/31/2012 2:28 PM
 
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Re: 31 agosto, notte di luna blu. La prossima nel 2015
killing zoe, 30/08/2012 19.24:

L’ultima notte di agosto ci sarà la possibilità di assistere a un secondo plenilunio dopo quello che si è verificato all’inizio del mese, proprio il primo agosto.È un caso raro che due pleniluni si verifichino all’interno dello stesso mese e questo accade perché il calendario formato dai dodici mesi dell’anno non è perfettamente calibrato con le fasi lunari.
La seconda luna piena di solito prende il nome di “blue moon”, “luna blu”, non per il suo colore ma appunto per la sua rarità.
Si tratta di un fenomeno che non si ripeterà fino a luglio 2015. Mediamente la luna blu compare ogni 2,7 anni, con non grandissima regolarità. L’ultima si è potuta ammirare il 31 dicembre del 2009, che coincise con una parziale eclisse lunare per chi la guardava dall’Europa, Asia, Africa e da alcune regioni dell’Alaska.
Due mesi con due lune blu si sono avuti l’ultima volta nel 1999 e la prossima sarà nel 2018. La luna blu sarà al suo massimo alle 15.58 ora italiana. la prossima ci sarà il 31 luglio 2015.

[IMG]http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/scienza/luna_9.jpg[/IMG]

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Re: Re: 31 agosto, notte di luna blu. La prossima nel 2015
aulo2011, 31/08/2012 14.28:










[SM=x44479] bella [SM=x44458] [SM=x44462]


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Re: Re: Re: 31 agosto, notte di luna blu. La prossima nel 2015
killing zoe, 31/08/2012 18.01:



[SM=x44479] bella [SM=x44458] [SM=x44462]






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Non condivido le tue idee, ma darei la vita per vedere come ti prenderanno per il culo quando le esporrai.
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10/18/2012 3:10 AM
 
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Scoperto il 'vicino di casa' della Terra
La Terra ha un "vicino di casa" finora insospettato: e' un pianeta della stessa massa che ruota intorno alla stella più vicina, Alpha Centauri B. Non è però un gemello del nostro pianeta: è troppo vicino al suo sole per poter avere acqua allo stato liquido. La scoperta, pubblicata su Nature e annunciata dall'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso), si deve al gruppo internazionale coordinato da Xavier Dumusque, dell'Osservatorio di Ginevra e al quale ha partecipato l'astronomo italo-svizzero Francesco Pepe.
Oltre ad essere il pianeta esterno al Sistema Solare piu' vicino alla Terra, il nuovo ''vicino di casa'' è anche primo pianeta della massa simile alla Terra mai scoperto attorno ad una stella simile al Sole. La sua massa e' di poco superiore a quella della Terra (1,1 masse terrestri) e orbita intorno ad Alpha Centauri B, che con Alfa Centauri A e Proxima Centauri forma il sistema di stelle più vicino alla Terra, a soli 4,3 anni luce da noi.
Il pianeta è molto vicino alla sua stella (circa sei milioni di chilometri), più di quanto Mercurio lo sia al Sole. A causa di questa vicinanza si trova al di fuori dalla cosiddetta zona abitabile, ossia la zona nella quale è probabile che un pianeta possa avere acqua allo stato liquido, e quindi ospitare forme di vita. Ciò significa che il vicino di casa della Terra non è un suo gemello. Sulla sua superficie, infatti, "la temperatura dovrebbe essere prossima a 2.000 gradi centigradi", ha osservato l'astronomo Raffaele Gratton, dell'Osservatorio di Padova dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).
In ogni caso la scoperta è importantissima perchè non è facile individuare pianeti grandi quanto la Terra. "Il risultato - osserva Pepe - è il frutto di un'intensa e lunga campagna d'osservazioni con uno degli strumenti piu' precisi al mondo, di una strategia d'osservazione ottimizzata, e di una minuziosa analisi dei dati".
Grazie allo spettrometro Harps, installato sul telescopio dell'osservatorio La Silla in Cile, dell'Eso, i ricercatori hanno scoperto il pianeta usando la tecnica della velocità radiale. Hanno cioè misurato le piccole oscillazioni nel moto della stella Alpha Centauri B generate dall'attrazione gravitazionale del pianeta. Per Gratton "lo studio dimostra che, gia' con la strumentazione attuale, osservazioni molto intensive possono portare alla scoperta di pianeti simili alla Terra".

[IMG]http://www.ansa.it/webimages/foto_large/2012/10/17/1350473389889_alpha.jpg[/IMG]

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Etrusco, 17/05/2012 20:30:


Pochi giorni prima del 21 dicembre 2012 (quello della fine del mondo secondo alcune interpretazioni del calendario Maya...)
il 3 Dicembre 2012 ci sarà un allineamento speciale: i 3 Re di Orione e le piramidi di Giza [SM=x44450]


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1/5/2013 10:56 PM
 
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Il 2013 sarà l'anno delle comete. Poi asteroidi, eclissi e stelle cadenti
Con il passaggio di due comete, di cui una che si annuncia brillante come la luna piena e visibile in pieno giorno, il 2013 sarà l'anno delle comete. Ma sono previsti anche appuntamenti con asteroidi, eclissi di Luna e le immancabili stelle cadenti.

La prima cometa, che si chiama Panstarrs, sarà visibile in primavera, "quando nel mese di marzo passerà a circa 50 milioni di chilometri dalla Terra" spiega l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope.

Ma lo spettacolo che si annuncia memorabile sarà quello della cometa Ison che, rileva Masi, potrebbe essere la più bella degli ultimi 100 anni, se sopravvivrà al passaggio ravvicinato al Sole. Questa cometa, secondo le previsioni, sarà visibile dal novembre 2013 al gennaio 2014 e, rileva Masi, Ison potrebbe eguagliare la luminosità della Luna, diventando visibile in pieno giorno.

Daranno spettacolo nel cielo stellato anche due asteroidi che passeranno vicini alla Terra ma a una distanza di tutta sicurezza: Apophis, il 9 gennaio, e l'asteroide 2012 DA14, il 15 febbraio.

Nel 2013 sono previste anche con due eclissi parziali di Luna, la prima il 25 aprile e l'altra il 19 ottobre che sarà una eclissi di 'penombra'. "La Terra - spiega Masi - proietta nello spazio la sua ombra e una penombra, dovuta all'atmosfera terrestre, la Luna passerà in questa penombra e si noterà appena un calo di luce del nostro satellite". Da non mancare anche gli appuntamenti con le stelle cadenti: le Perseidi l'11 e il 12 agosto e le Geminidi, il 13 e il 14 dicembre.

[IMG]http://www.repubblica.it/images/2013/01/01/130838024-529ccb8f-096b-4bac-b226-87e879b322ec.jpg[/IMG]

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Il 2013 sarà l'anno delle comete. Poi asteroidi, eclissi e stelle cadenti
killing zoe, 05/01/2013 22:56:

Con il passaggio di due comete, di cui una che si annuncia brillante come la luna piena e visibile in pieno giorno, il 2013 sarà l'anno delle comete. Ma sono previsti anche appuntamenti con asteroidi, eclissi di Luna e le immancabili stelle cadenti.

La prima cometa, che si chiama Panstarrs, sarà visibile in primavera, "quando nel mese di marzo passerà a circa 50 milioni di chilometri dalla Terra" spiega l'astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope.

Ma lo spettacolo che si annuncia memorabile sarà quello della cometa Ison che, rileva Masi, potrebbe essere la più bella degli ultimi 100 anni, se sopravvivrà al passaggio ravvicinato al Sole. Questa cometa, secondo le previsioni, sarà visibile dal novembre 2013 al gennaio 2014 e, rileva Masi, Ison potrebbe eguagliare la luminosità della Luna, diventando visibile in pieno giorno.

Daranno spettacolo nel cielo stellato anche due asteroidi che passeranno vicini alla Terra ma a una distanza di tutta sicurezza: Apophis, il 9 gennaio, e l'asteroide 2012 DA14, il 15 febbraio.

Nel 2013 sono previste anche con due eclissi parziali di Luna, la prima il 25 aprile e l'altra il 19 ottobre che sarà una eclissi di 'penombra'. "La Terra - spiega Masi - proietta nello spazio la sua ombra e una penombra, dovuta all'atmosfera terrestre, la Luna passerà in questa penombra e si noterà appena un calo di luce del nostro satellite". Da non mancare anche gli appuntamenti con le stelle cadenti: le Perseidi l'11 e il 12 agosto e le Geminidi, il 13 e il 14 dicembre.

[IMG]http://www.repubblica.it/images/2013/01/01/130838024-529ccb8f-096b-4bac-b226-87e879b322ec.jpg[/IMG]

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