printprintFacebook

IperCaforum il forum degli ipercafoni

New Thread
Reply
Log In
Register
Print | Email Notification    
Author
Facebook   AstronomiaLast Update: 2/9/2013 1:40 AM
ONLINE
Email User Profile
Post: 7,491
Registered in: 4/30/2001
Gender: Male

STAFF IPERCAFORUM

[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

7/17/2004 9:23 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

In queste sere si erge maestosa, nei cieli lontani dalle città, la Via Lattea: il polverio luminoso dei 200 miliardi di stelle che compongono la nostra galassia. Il nome in uso oggi (in inglese Milky Way) deriva dalla interpretazione mitica greca :uno schizzo di latte dal seno di Era che allattava Eracle ha lasciato questo segno chiaro nella volta stellata. Interpretata nelle maniere più impensabili da tutte le civiltà terrestri, per la "scienza ufficiale" occidentale era fino a qualche secolo un complesso fenomeno atmosferico.

[IMG]http://geography.memphis.edu/kkent/classwebpage/Images/milky%20way.jpg[/IMG]


A Nord-Est si osserva un gruppo tipico di 5 stelle luminose: la costellazione di Cassiopea. Da qui,andando verso Sud-Sud-Ovest, parte la porzione più luminosa della Via Lattea. Seguendone il tracciato luminoso, attraversiamo il Triangolo Estivo (le stelle Vega,Deneb e Altair nelle costellazioni: Lira,Cigno e Aquila) e scendiamo poi verso Sagittario e Scorpione, entrambe basse a Sud e contrassegnate da stelle luminose.
Qui la Via Lattea raggiunge la massima ampiezza: a 30 mila anni luce da noi, nel Sagittario, si trova infatti il
centro della Galassia.

Lungo il percorso della Via Lattea,alta a Nord Est, splende Deneb,seconda stella per luminosità in quel settore celeste. Vero e proprio faro galattico, questa supergigante bianca rilascia nello spazio un torrente di luce, equivalente a circa 100 mila volte il flusso uscente dal Sole: è una delle stelle più luminose che si conoscano.
Coda del "Cigno", e di magnitudine apparente 1.2, Deneb dista almeno 1600 anni luce, ed è quindi una delle stelle più distanti visibili ad occhio nudo (di sicuro la più distante fra le più luminose del cielo).

ONLINE
Email User Profile
Post: 8,636
Registered in: 4/30/2001
Gender: Male

STAFF IPERCAFORUM

[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/1/2004 9:31 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

La NASA scopre una nuova classe di pianeti
La Nasa ha annunciato la scoperta di una nuova classe di pianeti oltre il nostro sistema solare che comprende due 'esopianeti' delle dimensioni di Nettuno, grande 14 volte la Terra.
La nuova classe di pianeti scoperta si distingue da quella della maggior parte degli altri esopianeti finora scoperti,delle dimensioni di Giove, grande 318 volte il nostro pianeta.

Per gli scienziati i due pianeti sarebbero solidi, probabilmente formati da rocce e ghiaccio.Il più vicino si trova ad appena 30 anni luce dalla Terra. Il secondo è più 'lontano', si trova a 41
anni luce dalla Terra.


[SM=x44466]
9/2/2004 12:58 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Una mappa dettagliata di un miliardo di astri della nostra galassia. E' questo l'obiettivo del veicolo spaziale Gaia che l'Esa intende mandare in orbita entro il 2010. Gaia avra' a bordo due sofisticatissime telecamere, tra le piu' sensibili mai realizzate, che scruteranno la Via Lattea per fornire dati utili a compilare una mappa quanto piu' possibile accurata di un miliardo di astri della nostra galassia. E l'Agenzia Spaziale Europea non ha dubbi nell'affermare: ''E' uno dei progetti piu' ambiziosi di Esa''. ;a come verra' realizzato l'obiettivo? ''La rilevazione dell'imponente numero di corpi celesti previsto dal
programma, alcuni dei quali di luminosita' molto debole, -spiega l'Esa- durera' cinque anni''. ''Altri tre anni -aggiunge- saranno poi necessari per la programmazione di un modello computerizzato tridimensionale di grandi dimensioni che non mostrera' soltanto la posizione aggiornata degli astri, ma anche
la direzione del loro moto, il loro colore e la loro composizione chimica''.
''Grazie a Gaia -prosegue l'Esa- sara' possibile vedere la galassia e ogni corpo celeste che ne fa parte in modo del tutto nuovo''. ''Questa iniziativa -prosegue- intende produrre la mappa stellare definitiva, un catalogo astrale che possa essere utilizzato da tutte le future missioni spaziali''.
Inoltre, grazie alla straordinaria sensibilita' delle telecamere di cui e' dotata Gaia, sara' finalmente possibile rilevare oggetti finora del tutto sconosciuti. ''Oltre alle stelle, la missione -dice l'Esa- consentira' di individuare altri corpi celesti di luminosita' molto debole, oppure situati in regioni
della volta celeste ancora relativamente inesplorate''.
Si tratta di un'area interessante del firmamento che Gaia consentira' di osservare meglio e sara' proprio il 'punto cieco' presente tra il Sole e l'orbita terrestre. ''Dalla Terra, -dice l'Esa- quest'area puo' essere osservata soltanto durante il giorno, e anche in quel caso soltanto nelle giornate senza copertura nuvolosa. In ogni caso e' molto difficile individuare oggetti di dimensioni minori quali gli asteroidi, perche' il bagliore del Sole li rende virtualmente invisibili''. E Gaia, infatti, andra' anche a caccia di asteroidi. Affrontando non poche difficolta' e anche pericoli.
''Puo' accadere -sottolinea l'Esa- che questi asteroidi talvolta passino a distanze abbastanza ravvicinate da provocare una certa preoccupazione, tuttavia talvolta e' assolutamente impossibile individuarli con i telescopi terrestri prima che si allontanino a sufficienza dal Sole''. ''Un grande gruppo di asteroidi, noto come gli Aten, -riferisce- trascorre la maggior parte del proprio tempo tra l'orbita terrestre e il Sole''.
''Sappiamo veramente poco di queste famiglie di asteroidi -afferma ancora l'Agenzia Spaziale Europea- che seguono una stessa orbita. Si tratta di gruppi che intersecano regolarmente l'orbita terrestre, fatto che li rende una minaccia potenziale, sebbene la maggior parte di loro non costituisca un rischio vero e proprio per il pianeta''. ''Tuttavia, -continua- vogliamo capire il motivo per cui si trovano in quella posizione, la loro origine e la loro composizione''.
Grazie alla sua posizione vantaggiosa e alla incredibile qualita' delle sue telecamere, Gaia rappresenta quindi una soluzione ideale per tenere sotto controllo gli Aten e altri sciami di asteroidi che possono sfiorare la Terra.
Ma asteroidi e altri oggetti del sistema solare rappresentano una frazione minima degli oggetti che Gaia dovra' studiare. L'individuazione di questi corpi celesti e' infatti solo un effetto secondario, anche se davvero positivo, dell'obiettivo primario di Gaia, ovvero la misurazione di posizione, moto e composizione di centinaia di milioni di astri della nostra galassia.
Dalle informazioni che raccogliera' Gaia gli scienziati si aspettano di poter formulare nuove ipotesi sul ciclo vitale della nostra galassia e sul suo futuro.
OFFLINE
Email User Profile
Post: 3,348
Registered in: 9/24/2003
Gender: Male
[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/2/2004 1:57 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Re: La NASA scopre una nuova classe di pianeti

Scritto da: texdionis 01/09/2004 21.31
La Nasa ha annunciato la scoperta di una nuova classe di pianeti oltre il nostro sistema solare che comprende due 'esopianeti' delle dimensioni di Nettuno, grande 14 volte la Terra.
La nuova classe di pianeti scoperta si distingue da quella della maggior parte degli altri esopianeti finora scoperti,delle dimensioni di Giove, grande 318 volte il nostro pianeta.

Per gli scienziati i due pianeti sarebbero solidi, probabilmente formati da rocce e ghiaccio.Il più vicino si trova ad appena 30 anni luce dalla Terra. Il secondo è più 'lontano', si trova a 41
anni luce dalla Terra.


[SM=x44466]



Posso "censurarlo"? [SM=x44457] [SM=x44496] [SM=x44457]

_________________

OFFLINE
Email User Profile
Post: 3,354
Registered in: 9/24/2003
Gender: Male
[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/2/2004 11:05 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote


Se la mole di dati raccolta sarà veramente in quest'ordine di grandezza direi che gli scenziati dell'ESA si sono trovati lavoro per i prossimi 30 anni![SM=x44459] [SM=x44459] [SM=x44459]

_________________

9/3/2004 11:18 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Re:

Scritto da: Peppinox 02/09/2004 23.05

Se la mole di dati raccolta sarà veramente in quest'ordine di grandezza direi che gli scenziati dell'ESA si sono trovati lavoro per i prossimi 30 anni![SM=x44459] [SM=x44459] [SM=x44459]



speriamo ke lavorino bene! [SM=x44462]
OFFLINE
Email User Profile
Post: 3,376
Registered in: 9/24/2003
Gender: Male
[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/5/2004 11:47 AM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Re: Re:

Scritto da: Asgeir Mickelson 03/09/2004 23.18


speriamo ke lavorino bene! [SM=x44462]



Però sono stati intelligenti...nel senso che il lavoro se lo sono procurato![SM=x44455]
L'unica cosa che non so è quanti fondi verranno stanziati per ricerche di questo tipo, con l'economia che non va bene sono questi i primi settori che, non apparendo "remunerativi" nel bere periodo, vengono tagliati![SM=x44464]

_________________

9/12/2004 1:43 AM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Re: Re: Re:

Scritto da: Peppinox 05/09/2004 11.47


Però sono stati intelligenti...nel senso che il lavoro se lo sono procurato![SM=x44455]
L'unica cosa che non so è quanti fondi verranno stanziati per ricerche di questo tipo, con l'economia che non va bene sono questi i primi settori che, non apparendo "remunerativi" nel bere periodo, vengono tagliati![SM=x44464]



si, peccato! :-:
9/14/2004 3:26 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Anche l'impresa italiana Telematic Solutions Spa, partecipata per il 49% da Carlo Gavazzi Space e per il 51% da Ohb Technology, entra nel consorzio europeo iNavSat, uno dei potenziali gestori dei servizi derivanti dal nuovo sistema di navigazione satellitare Galileo, che interessera' milioni di cittadini in Europa.
''Con questa importante alleanza strategica, -spiega la Telematic Solutions- la societa' che attualmente commercializza i prodotti applicativi di Carlo Gavazzi Space, entra con Ohb Technology nel consorzio con i principali leaders di mercato quali Eads Space, Inmarsat e Thales per l'ottenimento della concessione''.
iNavSat e' uno dei due raggruppamenti scelti da Ue-Esa (European Space Agency) per l'ottenimento della licenza, che verra' definitivamente assegnata entro la fine del 2004, tra i due competitors rimasti in gara: iNavsat ed Eurely.
''Galileo e' una delle grandi sfide europee - dice Lanfranco Zucconi, Ceo di Telematic Solutions e Amministratore Delegato di Gavazzi Space - a cui l'Italia apportera' il proprio know-how tecnologico''. ''Era importante per noi -conclude- poter partecipare al fianco dei partners piu' qualificati per poterne sviluppare insieme tutte le potenzialita' e coglierne le migliori opportunita'''. Galileo prevede una costellazione di 30 satelliti in orbita geostazionaria e stazioni di terra. Il sistema fornira' il posizionamento degli utenti per applicazioni diverse: dai trasporti alla sicurezza, dai servizi sociali ai prodotti commerciali. La data di avvio prevista per il servizio e' il 2008.
9/14/2004 3:37 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Pronto il nuovo modulo per la Stazione Spaziale Internazionale chiamato Cupola e realizzato da Alenia Spazio che oggi a Torino lo consegna all'Agenzia Spaziale Europea. La cerimonia, prevista alle 10,30 nella sede di Corso Marche dell'azienda italiana, si svolge alla presenza dell'amministratore delegato di Alenia Spazio, Maurizio Tucci, del direttore dei voli abitati dell'Esa, J. Feustel-Buechi, e del direttore delle infrastrutture e satelliti scientifici di Alenia Spazio, Quaglino.
La Cupola e' il modulo di osservazione della Stazione Spaziale Internazionale che consente all'equipaggio di avere piena visibilita' dell'ambiente esterno in modo da controllare il corretto funzionamento del Braccio Robotico Remotizzato (Ssrms).
''Questa sorta di torre di controllo della Stazione Spaziale a forma, appunto, di 'cupola', ha sette finestre, sei laterali e una superiore, -spiega l'Alenia Spazio- che permettono la visibilita' esterna a 360 gradi''. ''Tali caratteristiche -prosegue- la rendono un elemento unico e indispensabile per l'osservazione e il supporto di lunghe permanenze dell'Uomo nello Spazio. Uno spazio per lavorare al sicuro''.
La Cupola, sostanzialmente, e' una struttura saldata di alluminio, di circa 2 metri di diametro e 1,5 metri di altezza, dotata di equipaggiamenti e strumenti portatili come luci, stazioni di lavoro robotizzate o personal computer) che, una volta pressurizzata, e' in grado di fornire un ambiente di lavoro adatto per due membri dell'equipaggio. La Cupola e' un osservatorio eccezionale, un luogo per lavorare e comunicare con il resto della Stazione Spaziale. Questa speciale finestra sullo spazio permettera' all'equipaggio di manovrare il Braccio Robotico, facilitando cosi' le operazioni di assemblaggio dei diversi elementi alla Stazione.
''Tale ambiente, relativamente piccolo se comparato con gli altri moduli della Stazione Spaziale, -spiega ancora Alenia Spazio- ha richiesto un progetto elaborato e complesso per permettere l'installazione di tutte le strutture e gli equipaggiamenti di supporto nel volume lasciato libero dopo l'accomodamento delle sofisticate finestre''.
''In condizioni operative di aggancio al Nodo 3, orientata in direzione del moto della Stazione Spaziale, la Cupola -prosegue- non sara' protetta dagli altri moduli e sara' pertanto esposta al rischio di impatto meteoritico''. ''Di qui -sottolinea l'azienda italiana- l'esigenza di creare appositi schermi protettivi che, nei periodi di mancato utilizzo, isoleranno i vetri della Cupola dall'ostile ambiente esterno. Questi schermi, azionati da un meccanismo interno, hanno uno spessore (circa 25 cm) superiore a tutti gli altri in uso e sono formati da numerosi strati di lamiere in alluminio e materiali balistici opportunamente distanziati in modo da garantire l'idonea protezione''.
Ma non e' tutto. All'interno del modulo, infatti, verra' installato un seggiolino appositamente progettato (Crew Restraint) per fornire un appoggio ergonomico e stabile nel caso di lunghi periodi di lavoro. La Cupola sara' lanciata con lo Space Shuttle montata su uno Spacelab Pallet mediante il meccanismo standard di aggancio Cbm (Common Berthing Mechanism), che le servira' in seguito per essere agganciata alla Stazione Spaziale. La missione, programmata per il 2009, prevede al momento l'attracco temporaneo al Nodo 1 e la successiva rilocazione al Nodo 3, anche se e' possibile un aggiornamento dello scenario di missione della Cupola con attracco diretto al Nodo 3.
Il programma Cupola, intrapreso inizialmente da Nasa/Boeing, fu trasferito in seguito all'Agenzia Spaziale Europea. Alenia Spazio e' primo contraente dell'Esa, alla guida di un team industriale che si avvale dell'esperienza di importanti aziende aerospaziali europee, quali Eads Madrid, Saab, Apco e Lindholmen per la realizzazione di alcuni equipaggiamenti. ''Alenia Spazio, -conclude l'azienda- dopo aver realizzato un'unita' di qualifica strutturale della Cupola su cui ha eseguito con successo i test strutturali piu' gravosi, ha completato l'unita' di volo nel luglio 2004 per la definitiva consegna al cliente, dopo la campagna di qualifica, nel settembre dello stesso anno''.
OFFLINE
Email User Profile
Post: 3,444
Registered in: 9/24/2003
Gender: Male
[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/17/2004 9:27 AM
 
Modify
 
Delete
 
Quote


Ed ora speriamo che abbiano i soldi per spedirlo in orbita...[SM=x44472]

_________________

OFFLINE
Email User Profile
Post: 7,834
Registered in: 6/2/2003
Gender: Female
[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/19/2004 11:43 AM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Uno studio di ricercatori australiani pubblicato su Nature
Stelle e pianeti si vedono meglio dal Polo Sud
Un telescopio posizionato nella base di Dome C avrebbe potenzialità molto superiori a quelle degli altri osservatori


Dal Polo Sud il cielo è più vicino. O almeno sembra se lo si guarda da un telescopio. Secondo uno studio compiuto da ricercatori australiani della New South Wales University di Sydney (UNSW) e pubblicato sull'ultimo numero della rivista inglese Nature, Dome C - la località nel cuore dell’Antartide dove nel 2005 sarà inaugurata la stazione italo-francese Concordia - è considerato il luogo migliore della Terra per le osservazioni astronomiche.

STELLE VISIBILI COME DALLO SPAZIO - Le prerogative del sito sono comparabili a quelle incontrate da un telescopio spaziale, ma a un costo estremamente inferiore. A Dome C il «seeing» - termine tecnico che gli astronomi utilizzano per quantificare la turbolenza dell’atmosfera, causa del tremolio delle stelle - è 2,5 volte migliore del «seeing» di località in cui sorgono i grandi osservatori terrestri, come il deserto di Atacama in Cile (dove si trovano tre osservatori dell’ESO e l’Inter American Observatory), la cima del vulcano Mauna Kea sulla Big Island di Hawaii (su cui sono collocati i telescopi gemelli Keck) o il Polo Sud geografico. L’immagine di una stella fotografata con un telescopio a Dome C risulta 2,5 volte più nitida e ben 6 volte più splendente che l’immagine della medesima scattata dalle località in cui si trovano i migliori telescopi esistenti.
«E’ un po’ come paragonare una fotografia scattata con il telefonino a quella scattata con una macchina fotografica professionale da 6 milioni di pixel» - dice Michael C. B. Ashley, Capo del dipartimento di Astrofisica alla UNSW, uno degli autori dello studio.

OSSERVATORIO ROBOTIZZATO - Per misurare il “seeing” a Dome C fra marzo e maggio del 2004 è stato necessario allestire un osservatorio robotizzato perché la base Concordia non era ancora in funzione e nessuno poteva compiere i rilevamenti.
E’ stato progettato uno strumento speciale chiamato MASS (Multi aperture scintillation sensor), con cui si è misurato il “seeing” a partire da 500 metri di altezza, con un piccolo telescopio da 85 centimetri. Un altro strumento (SODAR) misurava la turbolenza atmosferica al disotto dei 500 m. Tutto è stato collocato all’interno di un rifugio di vetroresina verde chiamato AASTINO, collegato a Sydney per via satellitare. Secondo Nature, un telescopio situato a Dome Cpotrebbe facilmente competere con un telescopio due o tre volte più grande situato nelle migliori località a medie latitudini.

L'INTERESSE DEGLI ASTRONOMI - Le eccellenti condizioni di “seeing” a Dome C attirano l’interesse degli astronomi di tutto il mondo. Fra questi, Farrokh Vakili (direttore del Laboratorio Universitario di astrofisica di Nizza) con altri colleghi ha proposto un progetto di un strumento di osservazione composto da 36 telescopi da 1,5 m ciascuno, disposti in tre cerchi concentrici con una superficie totale di 60 metri quadrati (equivalente al Keck): si chiama KEOPS, Kiloparsec Explorer for Optical planet search, e sarà utilizzato per la ricerca di pianeti extrasolari. Il primo pianeta delle dimensioni e con le caratteristiche della Terra potrebbe essere scoperto proprio da Dome C-Concordia.


da: Il Corriere della Sera

_________________

OFFLINE
Email User Profile
Post: 3,463
Registered in: 9/24/2003
Gender: Male
[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/19/2004 5:15 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Sicuramente la rarefazione dell'aria è utile, speriamo però che l'aumento del peso antropico nella zona non rovini il delicatissimo equilibrio ecologico dell'Antartide.

[Modificato da Peppinox 19/09/2004 17.21]

_________________

9/19/2004 6:23 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Scienziati a caccia di particella Pentaquarks: realtà o solo un abbaglio?
Ad Erice, vicino Trapani, scienziati di tutto il mondo si interrogano sull'esistenza di quella che finora sembra una particella 'fantasma'. Nella Scuola internazionale di Fisica Nucleare siciliana si fa quindi il punto della situazione su 'pentaquarks', particella che nel 2003 scienziati giapponesi affermarono di aver catturato in laboratorio. La sua particolarità sarebbe nel fatto di essere composta da 5 quarks, mentre quelle note sono di due o tre. Ma ancora non c'è nessuna conferma.
OFFLINE
Email User Profile
Post: 7,855
Registered in: 6/2/2003
Gender: Female
[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/21/2004 9:27 AM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

La sonda europea individua aree con vapore acqueo e metano.
«Vita su Marte? Trovato un indizio»
«Potrebbero esserci batteri»


E’ un altro piccolo passo che potrebbe rivelarsi interessante per la ricerca della vita su Marte. Uno strumento imbarcato sulla sonda Mars Express dell’Esa europea ha rilevato che nell’atmosfera del pianeta rosso, al di sopra di tre grandi regioni della fascia equatoriale (Arabia Terra, Elysium Planum e Arcadia-Mnemonia), vapore acqueo e metano coesistono in dosi rilevanti. Interessante è notare che in corrispondenza di queste zone, nel sottosuolo la sonda Odissey della Nasa ha scoperto nel recente passato anche la presenza di ghiaccio d’acqua. Un legame sembra unire i tre elementi del puzzle, già noti, prospettando ora conclusioni importanti e ipotesi intriganti.

DUE IPOTESI - «Nelle aree scandagliate abbiamo misurato una concentrazione di vapore acqueo tre volte più elevata rispetto all’alta atmosfera dove invece è ben distribuito e uniforme - spiega Vittorio Formisano, dell’Istituto di fisica dello spazio interplanetario dell’Inaf e responsabile dello spettrometro Pfs raccoglitore dei dati -. Altrettanto dicasi per il metano e ciò fa supporre una sorgente comune». Gli scienziati si sono chiesti immediatamente quale fosse la provenienza e due sono le ipotesi che finora riescono a formulare. «La prima è un’origine idrotermale - precisa Formisano -. I gas emessi da una sorgente liquida proveniente dalle profondità per effetto del calore sprigionato da qualche sorgente geotermica, sono inglobati nel ghiaccio che si forma appena il liquido si avvicina alla superficie dove la temperatura è diverse decine di gradi sotto lo zero. Però nelle zone equatoriali, a causa delle temperature relativamente più elevate le sue condizioni non sono stabili, per cui il ghiaccio sublima e i gas finiscono nell’atmosfera». Secondo le riprese effettuate dagli occhi elettronici della sonda americana Odissey a partire dal maggio 2002 il ghiaccio d’acqua si troverebbe a circa una trentina di centimetri al di sotto del materiale secco e rossastro che ricopre la superficie, in una forma chiamata permafrost, che è un miscuglio solido di ghiaccio e terriccio.

ALLA RICERCA DEI BATTERI - «La seconda ipotesi per spiegare le alte concentrazioni di metano - prosegue Formisano - è di natura biologica. In questo caso si suppone che sotto lo strato ghiacciato dove l’acqua è ancora liquida possano esistere forme di vita capaci di sopravvivere in quelle condizioni ambientali estreme generando attraverso la loro digestione, appunto, il metano». I risultati sono stati presentati al convegno dell’Agenzia Spaziale Italiana in corso a Ischia dedicato ad un esame delle missioni di esplorazione marziana. «Il passo successivo lo compirà il radar Marsis anch’esso nato in Italia e sempre imbarcato sulla sonda europea Mars Express - commenta Simona Di Pippo responsabile in Asi dell’Osservazione dell’Universo - Esso ha la capacità di scoprire eventuali laghi nascosti nel sottosuolo».

NUOVE ESPLORAZIONI - La sua attivazione è prevista all’inizio dell’anno prossimo, una volta completate le simulazioni per togliere il sospetto che la sua apertura (sono due aste lunghe venti metri) possa squilibrare la sonda e disturbare le altre osservazioni. Una parola ancora più precisa la potrà in seguito dire il radar Sharad sempre fornito dall’Asi italiana che sarà imbarcato su una prossima missione della Nasa.
«Naturalmente conferme certe a favore di una delle due ipotesi si potranno avere solo con la raccolta di campioni di permafrost da parte di una sonda robotizzata - aggiunge Formisano -. Ma intanto abbiamo davanti un’altra sfida interessante e riguarda l’identificazione della natura delle molecole di altri gas scoperti nell’atmosfera».
Diverse, infatti, ne sono state segnalate dagli strumenti ed ora si dovranno studiare quelle definite «bandiera», cioè capaci di portare informazioni utili alla conferma della vita. Questo sarà il lavoro che impegnerà di nuovo lo spettrometro italiano nella primavera prossima.

Giovanni Caprara


da: Il Corriere della Sera

_________________

OFFLINE
Email User Profile
Post: 3,479
Registered in: 9/24/2003
Gender: Male
[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/21/2004 6:39 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote


La sonda europea che lavora ancora...sia Spirit che Opportunity dovrebbero essere "persi" ormai invece.[SM=x44461]

_________________

9/23/2004 12:47 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

[SM=x44467]


avimm fatt' a scoperta dell'acqua calda..... [SM=x44457]


Ci sono batteri anche in zone in cui la vita è più difficile rispetto a Marte(e.g. gli abissi oceanici dove non c'è luce e si congela, ai poli dove si congela).

Della serie "l'importante è scrivere". [SM=x44457]
ONLINE
Email User Profile
Post: 9,134
Registered in: 4/30/2001
Gender: Male

STAFF IPERCAFORUM

[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/23/2004 9:35 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Re:

Scritto da: KuntaKinte77 23/09/2004 12.47
[SM=x44467]


avimm fatt' a scoperta dell'acqua calda..... [SM=x44457]


Ci sono batteri anche in zone in cui la vita è più difficile rispetto a Marte(e.g. gli abissi oceanici dove non c'è luce e si congela, ai poli dove si congela).

Della serie "l'importante è scrivere". [SM=x44457]




Kunta....[SM=x44498] Kunta.....[SM=x44498]

fa' il bbravo sennò ti metto la nota...:fD:
9/23/2004 11:27 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Re:

Scritto da: KuntaKinte77 23/09/2004 12.47
[SM=x44467]
avimm fatt' a scoperta dell'acqua calda..... [SM=x44457]
Ci sono batteri anche in zone in cui la vita è più difficile rispetto a Marte(e.g. gli abissi oceanici dove non c'è luce e si congela, ai poli dove si congela).
Della serie "l'importante è scrivere". [SM=x44457]



hai ragione, sn stati trovati batteri ovunque sulla terra, ma è già qlcs trobvarli su altri pianeti[SM=x44500]
ONLINE
Email User Profile
Post: 9,146
Registered in: 4/30/2001
Gender: Male

STAFF IPERCAFORUM

[IMG]http://img1.freeforumzone.it/upload1/3981_faccinagranscassa.gif[/IMG]

9/24/2004 6:47 PM
 
Modify
 
Delete
 
Quote

Un modo semplice per riconoscere le costellazioni è utilizzando un orologio.
Conoscendo l'ora del transito delle stelle, ovvero del loro passaggio sopra il punto cardinale Sud, è possibile tentare di individuarle. In queste sere, alle 20,00, è Altair, la luminosa stella Alfa dell'Aquila a passare esattamente a Sud. Un'ora più tardi prende il suo posto la piccola costellazione del Delfino, un piccolo rombo di stelle e mezz'ora dopo è la volta del Cavallino, la più piccola costellazione visibile dall'Italia.

[IMG]http://spaceinfo.jaxa.jp/db/utyu/seiza/seiza_g/equuleus.jpg             [/IMG]


Il Cavallino, o Equuleus in latino, copre un'area di 72 gradi quadrati, quattro in più rispetto alla più piccola costellazione del cielo, la Croce del Sud, invisibile dall'Italia.La sua piccola estensione è sintomo di una formazione recente; si ritiene infatti che fu inventata da Ipparco nel 2° secolo a.C. per rappresentare il cavallo Celeris, fratello di Pegaso - costellazione con cui il Cavallino confina ad Est - che Ermes donò a Castore. Contiene solo una stella luminosa: Kitalpha, di terza magnitudine.

Posta a 176 anni luce dalla Terra, Kitalpha è una stella binaria: due soli,uno bianco e uno giallo, ruotano attorno ad un baricentro comune in 97 giorni. Dalla Terra appaiono separati da 0,1 secondi d'arco - come una moneta di un euro a 100 km -[SM=x44466] e servono tecniche particolari per distinguerli. Il suo nome, reso anche come Kitalphard o Kitel Phard, significa "quarti anteriori del cavallo" e deriva dall'arabo "Al Kitah al Faras".
[SM=x44515]
New Thread
Reply
Cerca nel forum
Tag cloud   [show all]

Home Forum | Bacheca | Album | Users | Search | Log In | Register | Admin
Create your free community and forum! Register to FreeForumZone
FreeForumZone [v.3.6.2] - Leggendo la pagina si accettano regolamento e privacy
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 3:44 PM. : Printable | Mobile
Copyright © 2000-2014 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com

IperCaforum il forum degli ipercafoni e delle ipercafone