Etrusco
Wednesday, January 12, 2011 4:50 PM
da I MISERABILI, di V. Hugo

Da Minerva in Pallade

Ricerca letteraria e fotografia di Natascia Cirimele




In quell'epoca, quando scoccava l'ora in cui un popolo voleva farla finita con una situazione durata troppo, con una costituzione emanata o con un determinato regime, quando la collera universale era diffusa nell'atmosfera, quando la città lasciava disselciare le sue strade, quando l'insurrezione sorrideva a una borghesia e le bisbigliava la parola d'ordine all'orecchio, allora l'abitante, penetrato per così dire, dalla sommossa, diventava l'ausiliario del combattente e la casa fraternizzava col fortino improvvisato che a lei si appoggiava. [...]


E' sempre a suo rischio e pericolo che l'utopia si trasforma in insurrezione, e da protesta filosofica si cambia in protesta armata, da Minerva in Pallade.

L'utopia che non ha pazienza e diventa sommossa sa cosa aspettarsi. Essa giova, senza lamentarsi e anzi giustificandoli, a quelli che la rinnegano, e la sua magnanimità sta nell'acconsentire all'abbandono; è indomale contro l'ostacolo, tenera contro l'ingratitudine.

D'altronde, è vera l'ingratitudine?

Si, dal punto di vista del genere umano.

No, da dal punto di vista dell'individuo.

Il progresso è l'evoluzione dell'uomo. Progresso è il passo collettivo che il genere umano compie; cammina e percorre il viaggio umano e terrestre verso la meta celeste e divina; ha le sue soste, durante le quali raccoglie il gregge in ritardo; le stagione in cui medita dinanzi a qualche splendida Canaan che distende all'improvviso il suo orizzonte; le notti in cui dorme; e una delle più strazianti ansietà del filosofo è quella appunto di vedere l'ombra dell'anima umana addormentata senza poterla risvegliare. [...]

Chi dispera ha torto. Il progresso si risveglia senza dubbio, si può dire anzi che cammina anche dormendo, perchè ingrandisce sempre di più e quando torna all'azione lo troviamo più alto. Il procedere sempre tranquillamente non è dato al progresso più che al fiume; non opponetegli dighe, non lasciatevi macigni; l'ostacolo fa fare la schiuma all'acqua e fa ribollire l'umanità. Da ciò i disordini; passati i quali, però, si riconosce di aver percorso un buon tratto di cammino. Fino a che non si sarà stabilito l'ordine, il quale non è altro che la pace universale, sino a che non reggeranno l'armonia e l'unità, il progresso avrà per tappe le rivoluzioni. Che cos'è dunque il progresso? La vita permanente dei popoli.

Ora, avviene talvolta che la vita momentanea degli individui, opponga resistenza alla vita eterna dell'umanità.

Confessiamolo senza amarezza, l'individuo ha il suo interesse particolare, e può senza prevaricazione scendere a patti con quell'interesse e difenderlo; il presente ha la sua quantità scusabile di egoismo; la vita temporanea ha il suo diritto e non è tenuta a sacrificarlo incessantemente all'avvenire. [...] "Io esisto", mormora quel qualcuno che si chiama Tutti. "Sono giovane e amo, padre di famiglia, vecchio e voglio risposarmi, faccio buoni affarti, ho delle case da affittare, sono contento, voglio vivere, lasciatemi tranquillo". Da ciò deriva in certi istanti un profondo gelo verso le magnanime avanguardie del genere umano. [...]

L'entrare in guerra ad ogni invito, a ogni desiderio dell'utopia, non è conforme alla natura dei popoli. Le nazioni non sempre e a ogni istante il temperamento degli eroi e dei martiri. L'insurrezione ripugna loro a priori, anzitutto perchè spesso ha per risultato una catasftrofe, e poi perchè ha sempre per punto di partenza un'astrazione. Perchè, e questo è un sommo pregio, è sempre l'ideale, ed è solo per l'ideale che avvengono tali sacrifici. Una insurrezione è un entusiasmo. [...]

I generosi si sacrificano per simili idee, che a loro riguardo, il più delle volte si risolvono in illusioni, ma illusioni che contengono, col maturare dei tempi, tutta la certezza umana.[...]

Simili crociate a favore del progresso il più delle volte falliscono, e già vedemmo perchè. La folla è restia allo slancio dei paladini. Le masse, lente a muoversi, le molititudini fragili a cagione del loro stesso peso, temono le avventure; e nell'ideale c'è l'avventura.

Inoltre, non bisogna dimenticarlo, esistono gli interessi i quali sono poco amici dell'idealismo e del sentimentalismo. Talvolta lo stomaco paralizza il cuore. [...] La bellezza e la grandezza sta nel saper stringere più facilmente la cinghia. [...]

L'ideale è il punto culminante della logica, così come il bello è la vetta del vero. [...]

Le razze impietrite dal dogma o svilite dal lucro sono disadattate a guidare la civiltà. La genuflessione dinanzi all'idolo o dinanzi allo scudo atrofizza il muscolo che cammina e la volontà che procede. La prevalenza sacerdotale o mercantile diminuisce lo splendore di un popolo, rimpicciolisce il suo orizzonte abbassando il suo livello, e gli toglie l'intelligenza in pari tempo umana e divina della meta universale che fa delle nazioni altrettante missionarie. [...]

I popoli, come gli astri, hanno il diritto di eclissarsi; e tutto va bene, purchè ritorni la luce e l'eclissi non degeneri in notte. [...] La materia, il tempo, gli interessi, il ventre esistono. Ma bisogna che il ventre non diventi la sola saggezza. La vita contingente ha i suoi diritti, lo ammettiamo, ma anche la vita permanente ha i suoi.

da I MISERABILI, di V. Hugo

XX I morti hanno ragione e i vivi non hanno torto.



Questa è la versione 'lo-fi' del Forum Per visualizzare la versione completa click here
Tutti gli orari sono GMT+01:00. Adesso sono le 3:31 PM.
Copyright © 2000-2014 FreeForumZone snc - www.freeforumzone.com